Le Terme del Corallo: storia di un “gioiello” livornese

Furono inaugurate nel 1904

Disegno di Maria Cristina Manetti
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Pubblicato ore 12:00

  • di Patrizia Caporali

LIVORNO – Alla fine dell’Ottocento, grazie ai numerosi uffici di consolato e delegazioni straniere, la città di
Livorno rappresentava un importante polo gravitazionale sognata da vacanzieri italiani e stranieri che insieme ai bagni al mare, ai salotti culturali e ai ritrovi mondani, presto beneficiarono anche di uno stabilimento termale, elegante, vario e completo per le terapie da risultare tra i primi in Italia e in Europa e da essere consacrato nel 1904 con il Gran Premio Medaglia d’oro all’Esposizione Internazionale di Parigi.

La storia inizia nel 1854 con la scoperta di una prima polla d’acqua salata, chiamata Sovrana, molto simile come caratteristiche organolettiche a quella celebre di Montecatini Terme, ma ben più ricca di iodio e quindi ritenuta terapeutica in particolare per la cura delle malattie dell’apparato digerente.

Subito, per favorirne lo sfruttamento commerciale, viene costruito un pozzo intorno alla sorgente, chiusa in un tempietto ottagonale poi, con la scoperta di una nuova polla, si delibera la costruzione dello stabilimento termale, seguita dall’ingegnere ed architetto Angelo Badaloni che, avvalendosi dei migliori carpentieri, decoratori, pittori, ceramisti crea una struttura splendida, chiamata Acque della Salute. Inoltre, con la collaborazione di medici, geologi e chimici dell’Università degli studi di Pisa, Badaloni protegge l’integrità delle sorgenti da possibili inquinamenti di filtrazione dal terreno, con una scrupolosa costruzione dei pozzi a tripla cerchia di mura con due intercapedini, così come, per evitare ogni eventuale contaminazione del suolo, raccoglie i liquami in un serbatoio in cemento sospeso su pilastri e appoggiato su una piattaforma.

Nel 1904 l’inaugurazione dello stabilimento, denominato anche Montecatini a mare; le proprietà
benefiche delle sue acque, ne accrescono rapidamente la fama rendendolo una delle mete più
assiduamente frequentate tanto da portare anche alla costruzione di un lussuoso e moderno albergo,
l’Hotel Corallo, destinato ad accogliere turisti provenienti da ogni parte del Paese.

In particolare, le Terme del Corallo, elegante esempio di architettura liberty, arricchito con dettagli architettonici di notevole qualità come gli infissi lignei, i fregi, le maioliche smaltate, le decorazioni in cemento plastico, era composto da un corpo centrale e da due padiglioni laterali uniti da un porticato coperto
che si affacciava sul giardino. Il fabbricato centrale, usato per concerti e congressi, aveva un grande
salone impreziosito da un lucernario a vetri colorati, nel padiglione di sinistra si trovavano gli studi
medici, il laboratorio chimico-farmacologico e i gabinetti dei professori consulenti, nel padiglione di destra, infine, c’era la sala da conversazione e la Sala della Mescita, un locale semicircolare dove
sgorgava l’acqua delle cinque sorgenti.

La popolarità delle Terme prosegue fino alla Seconda Guerra Mondiale: a partire dal 1940 Livorno comincia a subire pesanti bombardamenti, la vicinissima stazione ferroviaria viene colpita, molti cittadini devono cercare ripari più sicuri. Nel frattempo gli americani, giunti in città, si insediano nella struttura trasformandola nel loro circolo ufficiali e, nel dopoguerra, quando gli interessi economici spingono a ricreare attività redditizie e scoperte le proprietà delle acque, si definiscono i primi accordi con la Coca Cola. Così la struttura perde la sua vocazione iniziale per essere destinata alla realizzazione della nuova bevanda e di acqua e bibite Corallo, mentre la sala grande, viene trasformata in una sala da ballo.

La situazione precipita ulteriormente nel 1968 quando la nota marca di bibita ingloba tutta la produzione
della ditta Corallo e un disastroso incendio danneggia seriamente la parte monumentale del complesso. Per molti anni le Terme del Corallo rimangono in un indegno stato di abbandono che poco rende giustizia alla storia, all’eleganza e alla bellezza architettonica del passato.
Ma se una speranza di ripresa si è aperta già nel 2009 con l’acquisizione da parte dell’Amministrazione Comunale che ha iniziato alcuni lavori di messa in sicurezza e restauro, oggi sembra che questo gioiello liberty possa rinascere e avviarsi verso un futuro ben più edificante.

Oltre al recupero del Padiglione della Mescita, al restauro del giardino storico e di una delle due biglietterie all’ingresso, peraltro già avviati, le Terme del Corallo entreranno a far parte del progetto degli Uffizi diffusi, ufficialmente denominato come Uffizi del Mare, per diventare la cornice ideale per quelle opere soprattutto del periodo Liberty, attualmente esposte alla Galleria degli Uffizi.

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