Curiosità dal mondo: la storia del Gallo Nero sull’etichetta del Chianti

Tutto nasce da una disputa tra fiorentini e senesi

Foto di Tabble da Pixabay
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Pubblicato ore 14:00

  • di Patrizia Caporali

TOSCANA – Onore alla Toscana e a sua eccellenza il Chianti che ne porta il profumo, l’armonia, la persistenza, ma quanta storia dietro la paternità di questo territorio, dietro l’origine di questo nobile vino e di quella insolita effigie del Gallo Nero.

Un salto nel Medioevo ed ecco che Firenze e Siena, le due città nemiche, superbe, opulente e da sempre belligeranti, si trovano a contendersi l’area geografica del Chianti, che si estende dal sud di Firenze al nord di Siena. Questa volta, stanche di sfidarsi in infinite battaglie, si preferisce risolvere la situazione con una gara, una singolar tenzone, come si usava a quei tempi.

E la tenzone è davvero così singolare che tutto si affida a un gallo. La leggenda, infatti, narra che siamo nel XIII secolo quando le due Repubbliche si trovano a lottare per affermare la supremazia su quelle terre e così, per porre fine alla disputa e delineare confini sicuri, si sceglie una sfida davvero originale: due cavalieri sarebbero partiti dalle rispettive città, in presenza di ambasciatori della controparte, all’alba di un giorno stabilito, affidando il segnale di partenza al canto di un gallo. Il confine sarebbe stato fissato nel luogo d’incontro tra i due cavalieri.

Una storia piuttosto curiosa, ma non bisogna dimenticare che all’epoca non esistevano orologi o sveglie e i ritmi di vita dei cittadini erano ancora scanditi da meccanismi naturali. Pertanto, più che del cavallo o del cavaliere, era fondamentale la scelta del gallo.

Così, mentre i senesi già abituati al famoso Palio, si danno a gran baldorie e nutrono abbondantemente il loro galletto bianco, nella convinzione di dargli la giusta forza per svegliarsi di buonora e cantare, i fiorentini, più scaltri e anche piuttosto disonesti, chiudono in una stia il loro galletto nero e lo lasciano a digiuno. Ecco che, all’alba del giorno prescelto, quest’ultimo, stremato dalla fame e dalla prigionia, comincia a cantare prestissimo, mentre il galletto bianco ben sazio e rilassato, si sveglia e canta molto dopo le prime luci dell’alba, quando ormai il cavaliere fiorentino aveva già percorso un buon tratto di strada.

Il ritardo del senese è enorme, l’incontro avviene a solo 12 chilometri da Siena, forse vicino all’attuale Castellina in Chianti, Firenze ha vinto. Ed è proprio in ricordo di questo curioso avvenimento che il vino prodotto nella contesa regione viene simboleggiato dal galletto nero, indiscusso protagonista della storia che ha permesso ai fiorentini di ottenere il possesso di queste preziose terre.

Da allora il Chianti Classico, il vino per eccellenza di questo territorio, si distinguerà sempre da tutti quelli prodotti nel resto della Toscana ma fuori da questo territorio, ovvero tutti quei Chianti come Chianti Rufina, Chianti Colli Fiorentini, Chianti Colli Senesi che non hanno l’appellativo Classico e che non hanno sul collo o sull’etichetta il leggendario Gallo Nero.

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