Curiosità dal mondo: la camicia bianca, da semplice tunica a icona di stile

Un capo che ha fatto epoca soprattutto per la sua semplicità

La camicia bianca nel disegno di Maria Cristina Manetti
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Pubblicato ore 14:00

  • di Patrizia Caporali

Curiosando in punta di piedi sul pianeta della moda femminile, è quasi scontato posare lo sguardo su qualcosa che ormai è ritenuto una sorta di passepartout, un capo di abbigliamento versatile, adatto per ogni occasione e per qualsiasi età, la camicia bianca. Senza dubbio un ‘must have’ che ha fatto epoca nonostante o soprattutto per sua semplicità, un indumento dalle radici antichissime e inattese, oggi acclamato come icona di eleganza.

La sua lunghissima storia inizia quando in un graffito preistorico appare la sua antenata tunica, un semplice pezzo di pelle con un buco in mezzo per far passare la testa, un’immagine che rimane fino alle prime testimonianze scritte greche e romane.

Infatti, a Roma nel III secolo d.C., quando l’igiene non era proprio una consuetudine della società, la camicia viene usata come indumento intimo posto a contatto con la pelle, con la funzione di barriera per preservare gli abiti indossati da un corpo non sempre pulito, consuetudine abbastanza insolita che tuttavia rimane fino agli inizi dell’XI secolo.

Dapprima la camicia non aveva certo le sembianze di quella moderna, spesso era una tunica in tessuto leggero, talvolta senza maniche, altre volte con maniche larghe, ed era indossata sovrapponendone l’una all’altra. Insomma le camicie erano usate nei modi più disparati e non mostravano affatto quel tocco di classe che oggi le contraddistingue.

Solo con l’arrivo dei crociati si scopre una veste indossata in Oriente dal popolo persiano, la camis, un indumento con maniche cucite su un corpo centrale dalla scollatura tondeggiante, la cui struttura permetterà di delineare la struttura definitiva dell’attuale camicia.

Ma se fino al 1300 rimane praticamente invariata e usata come capo intimo per le classi più agiate o come abbigliamento da lavoro per le classi popolari, da allora in poi la camicia comincia a occhieggiare spuntando dalle maniche e dai corsetti, arricchita con cordoncini, nastri o ricami.

Così, anno dopo anno, si aggiungono rifiniture, modifiche e variazioni fino a modernizzarsi rapidamente, come accade nel 1500 quando la camicia diviene un capo sempre più importante, realizzato con tessuti preziosi come la seta o la mussola di cotone, ornato da colli plissettati, pizzi e volants sui polsi.

Da quel momento in poi, il modello inizia a riscuotere successo arrivando a rappresentare quella che per noi oggi è una moda senza tempo. Ma sarà particolarmente uno scandalo a renderla celebre come mai prima: è il 1786 quando la regina di Francia Maria Antonietta viene ritratta da una celebre pittrice dell’epoca con un abito di mussola, cappello e un fiore in mano. Nessun problema se questo fosse accaduto ora, ma allora si scatenano reazioni e critiche feroci, perché la Regina si era fatta ritrarre in camicia, violando le leggi fondamentali del Regno.

Tuttavia la vera fama della camicia bianca sale alle stelle nei primi anni del Novecento con la grande Coco Chanel che sconvolge il mondo della moda sostituendo i corsetti femminili con le bianche camicie maschili. Una scelta audace e significativa che va a esprimere un forte segnale dell’emancipazione femminile arricchito poi dal contributo di Christian Dior che, dopo la Seconda Guerra Mondiale, presenta la camicia bianca in una versione innovativa ma lussuosa, sfoggiata da alcune delle più grandi stelle dello spettacolo.

Ogni stilista non può fare a meno di proporla con variazioni di forma e di tessuto, sempre seguendo la propria creatività e la camicia bianca continua a colpire nel segno perché rappresenta una mise essenziale del guardaroba femminile che va a coniugare l’eleganza classica senza tempo con la bellezza, lo stile, la praticità.

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