Curiosità dal mondo: dove nacque il primo ristorante?

La paternità va al francese Monsieur Boulanger

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Pubblicato ore 14:00

  • di Patrizia Caporali

Se già ai tempi dei greci e dei romani erano diffuse locande e taverne dove si servivano pasti caldi o freddi, è solo nel 1765 che, in Francia, nasce il primo ristorante inteso in senso moderno, specializzato nell’offerta di cibo, con un cuoco, dei camerieri e un preciso menù per scegliere ciò che si preferisce.

A Parigi, proprio in quegli anni, già serpeggia quel malessere sociale che solo poco dopo avrebbe innescato le scintille della Rivoluzione dell’89 e, secondo la leggenda più comune, il primo ristorante della storia trova la sua paternità in un certo Boulanger che per primo ebbe l’idea di creare un luogo pulito e curato dove servire cibo che ristora per i clienti più ricchi, che tuttavia non potevano permettersi uno chef nella propria casa.

E così, nonostante il clima di malcontento, i salotti, i circoli e i ritrovi più frequentati sono sempre più pervasi da uno spirito illuministico che cerca notizie rivolte ad aspetti culturali diversi, spesso ricorre la curiosità di sapere se si è già stati a cena nel locale appena aperto da Monsieur Boulanger, all’angolo tra rue des Poulies e rue Bailleul, non distante dal Louvre, dove si serve un brodo davvero squisito.

Legittima curiosità, visto che sulla porta del locale appena avviato da Boulanger, di professione marchand de bouillon, cioè mercante di brodo, (e con bouillons si intendevano le mescite di bevande o vivande per lo più liquide), spiccava una scritta decisamente accattivante: “Boulanger serve qui dei ristoranti divini”, dove con il termine “ristoranti” o “brodi ristoranti” si identificavano quei consommé a base di carne adatti a ristorare le forze indebolite e direttamente serviti sul posto.

Non più locali rumorosi e malfamati specializzati più in bevande alcoliche che nel cibo, ma un posto curato dove ci si sedeva a un tavolo e si consumavano pietanze ricercate, corroboranti e di qualità superiore. L’apertura fino a una certa ora della sera, il menù affisso all’entrata del locale con il brodo come portata principe, accompagnato da carni bollite e uova, e una scelta sempre più ampia di piatti gustosissimi non potevano che decretare un immediato successo, specialmente tra la borghesia e l’aristocrazia parigina

Ma è la Rivoluzione che fa la fortuna del concetto di ristorante. Numerosi ottimi cuochi della corte e della nobiltà perdendo i loro padroni, fuggiti all’estero o ghigliottinati, si mettono in proprio e offrono da mangiare alla nuova classe dirigente. E non solo a loro, perché ormai a Parigi arrivano politici, giornalisti, uomini d’affari per vivere più da vicino l’importante momento storico.

I migliori ristoranti si trovano in ambienti lussuosi e raffinati, offrono cibi di prima scelta serviti da personale in livrea e rapidamente si diffondono in tutta la Francia tanto che, dal centinaio che erano, diventano 3.000 durante la Restaurazione.

All’inizio dell’Ottocento altre città europee ne seguono l’esempio tanto che la ristorazione comincia a dilagare giungendo anche nelle grandi città italiane dopo l’unità della nazione, nel 1861.

Così la ristorazione diventa un mestiere, una moda, una realtà sociale che esplode letteralmente per giungere fino a oggi dove ormai troviamo ristoranti di ogni genere e costo, in grado di soddisfare le aspettative di una clientela sempre più esigente e variegata.

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