Curiosità dall’Arte: Jacopo Tintoretto il più gran “furbo” di Venezia

Il pittore fu al centro di un aneddoto leggendario

Il dipinto di “San Rocco in gloria”
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Pubblicato ore 12:54

  • di Glauco Fallani

Jacopo Robusti, detto il Tintoretto, nato a Venezia e figlio di un modesto tintore divenne nel corso di una lunga e prestigiosa carriera tutta svolta in ambito veneziano, il conduttore di una prestigiosa bottega e il capostipite di una eccellente famiglia di pittori.

Allievo di Tiziano, ben presto lasciò il suo Maestro probabilmente per l’incompatibilità di carattere che contraddistinse, in mezzo a mille attriti, i loro rapporti per l’intera esistenza.

Nel 1578, a Venezia, fu celebrato il primo centenario della Scuola di San Rocco, di gran lunga la più ricca tra le varie scuole dell’opulenta città lagunare poiché San Rocco era il protettore delle vittime della peste, in quel periodo un vero e proprio flagello per tutti i Veneziani. Per festeggiare degnamente il centenario si decise di indire un vero e proprio concorso tra i migliori pittori dell’epoca al fine di installare sul soffitto della scuola un grande dipinto di “San Rocco in gloria”.

Con grande entusiasmo partecipò un buon numero dei pittori presenti in zona tra i quali spiccavano le figure, oggi universalmente riconosciute di: Tiziano Vecellio, Paolo Caliari detto il Veronese e Jacopo Tintoretto. Era richiesto di presentare dei bozzetti dell’opera che, solo in seguito alla proclamazione del vincitore, sarebbe stata da questi eseguita nelle reali dimensioni. Tintoretto, pur di ottenere la prestigiosa commessa, decise subito di non guardare in faccia a nessuno decidendo di “fare il furbo”. Subito si mise nel suo studio di buona lena, e in gran segreto, a lavorare all’esecuzione dell’opera completata nelle definitive dimensioni dopo di ché, la notte prima che si riunisse la giuria di dignitari incaricati di proclamare il vincitore, riuscì a convincere e a corrompere alcuni custodi che notte tempo gli permisero di installare la grande opera proprio sul soffitto dove sarebbe dovuta essere definitivamente collocata. Il mattino seguente Tiziano, il Veronese e tutti gli altri si presentarono con le loro piccole bozze dei lavori da eseguire mentre a Tintoretto bastò fare alzare gli occhi ai componenti della giuria per far trovar loro di fronte al magnifico “San Rocco in gloria” già finito e installato proprio là dove sarebbe rimasto nei secoli a far bella mostra di sé. Tintoretto, infatti, ottenne la commessa regalando il San Rocco per evitare ogni polemica.

Opera che fu, comunque, la prima di una lunghissima serie di dipinti, pagati puntualmente, per la Scuola di San Rocco successivamente eseguiti senza doversi sottoporre ad alcun concorso. Una stupefacente serie che ancora oggi costituisce il maggior complesso pittorico a livello mondiale. Opere magnifiche che gli dettero la reputazione di saper lavorare in tempi rapidi, con compensi più modesti rispetto alle richieste di Tiziano e Veronese e di essere un “gran furbo” ma anche che gli detterò l’opportunità di ottenere una fama sempre più grande e una miriade di commesse per sé e la sua bottega in tutto il territorio veneziano.

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