Curiosità dal cinema: “Profondo rosso”

Protagonista femminile del film Daria Nicolodi, da poco deceduta

profondo rosos
Daria Nicolodi in primo piano e dietro l'attore David Hemmings
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Pubblicato ore 12:00

  • di Gianluca Donati

Recentemente è deceduta l’attrice Daria Nicolodi ed è anche per commemorarla che scriviamo questo articolo. L’attrice fu per diversi anni la compagna del regista romano del brivido Dario Argento, nonché, madre dell’attrice e regista Asia Argento.

Dario e Daria – singolare la somiglianza dei nomi – si conobbero in occasione della realizzazione di “Profondo rosso” (1975), uno dei capolavori del regista, ed è di questo film che vogliamo parlare, svelando alcune curiosità.

In primo luogo “Profondo rosso” segna il passaggio dall’Argento della fase thriller della “trilogia degli animali” a quello horror di “Suspiria” (1977) e “Inferno” (1980), e “Profondo rosso” rappresenta una perfetta contaminazione di thriller e horror che fungerà da “ponte” all’evoluzione cinematografica argentiana.

I film della trilogia degli animali sono “L’uccello dalle piume di cristallo”, “Il gatto a nove code”, “Quattro mosche di velluto grigio”. Sulla scia di questa precedente trilogia, “Profondo rosso” avrebbe dovuto intitolarsi “La tigre dai denti a sciabola”. In realtà però, si presume che questo titolo provvisorio fosse stato fatto circolare da Argento allo scopo di depistare i giornalisti e non rivelare il vero titolo del film, che era enigmatico e psicanalitico.

Anche la colonna sonora inizialmente sarebbe dovuta essere composta ed eseguita nientemeno dai Pink Floyd, tuttavia la band dovette declinare giacché impegnata nella complessa realizzazione di “The Wall”.  A quel punto, Argento si affidò al maestro jazz Giorgio Gaslini che eseguì parte della musica del film. Ciò nonostante, Argento si rese conto che il film che si apprestava a realizzare si distingueva dai suoi precedenti, per essere più aggressivo, più ritmato, più compulsivo, e la pur bellissima musica di Gaslini (che resterà nella pellicola), non aveva quelle caratteristiche necessarie. Argento, consultandosi con la protagonista femminile Daria Nicolodi, si convinse che “Profondo rosso” richiedeva un sound decisamente più “rock”. Fu proprio Nicolodi che suggerì al maestro del brivido Claudio Simonetti e il suo gruppo dei Goblin che realizzò una meravigliosa composizione perfetta per il film e che entrò nella leggenda.

Per quanto il film sia ambientato a Roma, le riprese furono realizzate tra Roma, Perugia e Torino. Il suggestivo Blue Bar dove si esibisce Carlo (Gabriele Lavia) e in loco in Piazza C.L.N di Torino, ma nella realtà non esiste, fu costruito appositamente per il film e curiosamente, nel periodo delle riprese vi furono delle persone che tentarono di entrarvi credendo trattandosi di un vero bar. Nel far costruire il Blue Bar, Argento e lo scenografo s’ispirarono al magnifico quadro di Edward Hopper “Nightwalks” (I nottambuli). Per replicarne l’atmosfera, le comparse all’interno del bar erano quasi immobili come per evocare il dipinto.

Ma quello alla pittura di Hopper, non è l’unico “omaggio” di Argento; una delle locandine del film rimanda chiaramente a quella di “Vertigo” (La donna che visse due volte), del 1958 di Alfred Hitchcock, e come in tutti i suoi film, anche in “Profondo rosso” le mani dell’assassino, inquadrate nell’atto di sferrare i loro efferati delitti, sono quelle dello stesso Argento, proprio come Hitchcock compariva nei suoi film in piccoli camei che servivano per firmare le proprie pellicole.

In una scena del film ambientata nella casa del protagonista Marcus Daly (David Hemmings che già aveva recitato in “Blow-Up” di Michelangelo Antonioni), Gianna Brezzi (Daria Nicolodi), getta una foto in un cestino. Nella foto è ritratta Marilù Tolo precedente fidanzata di Marcus nella finzione cinematografica, ma nella realtà ex compagna e collaboratrice del regista Argento.

La celebre sequenza nella quale il serial killer uccide una sua vittima annegandola nell’acqua bollente fu ripresa da Rick Rosenthal nel film “Halloween II” (1981.)

Un’ultima curiosità molto gustosa: in Giappone fu distribuito prima “Suspiria” del 1977 e solo successivamente “Profondo rosso” del 1975. Nel Paese del Sol Levante, Suspiria ebbe un tale successo, che quando uscì “Profondo rosso”, fu intitolato “Suspiria 2”.

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