La Rubrica della Cespu vi saluta: dal 26 aprile si cambia passo

Ultimo appuntamento con Covid and the City di Alessia Cespuglio

Grafica di Raffaele Commone
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Pubblicato ore 12:00

  • di Alessia Cespuglio

Mentre prima parlavamo di un sacco di cose, e anche di sesso, adesso parliamo solo di Covid. Ammettiamolo. Tanto vale parlarne apertamente. Uno sguardo libero e quanto possibile sorridente su quello che ahinoi sta capitando a tutti.

Per domande, contributi, stimoli ed opinioni, per un confronto divertito vecchia maniera senza che sia solo “social” scrivete a covidandthecity2.0@gmail.com.

Care amiche e cari amici,

si sente nell’aria. Pare proprio che riapra tutto, ma al di là dei colori, delle fasi e di tutto quello che ci aspetterà da ora in poi, diciamocelo: riapre tutto.

Vero o falso non importa ma ce lo dovevamo dire perché il solo dirlo ci mette meglio. Anche se la sentite anche voi come una fretta? Vero? Però pur come tale risulta inevitabile quasi necessaria? Quindi si riapre poco convinti. Convinti invece che ci debbano vaccinare tutti al più presto, così giusto per non sbagliare, ecco. Non parlo dei no vax, non perché non lo considero un argomento, ma non è un mio argomento. Non lo saprei argomentare. Davvero. Non sono vaccinata e lo vorrei. Però quello o questo? Ecco io voglio vaccinarmi e respirare un po’. Di testa.
L’ultimo annuncio di Draghi infatti è proprio questo: “basta ragazzi, via, vi s’è tenuto finché si poteva, per non far casino sapete ormai come si fa, vediamo un po’ come va e cerchiamo di spingere sui vaccini e speriamo bene”.
Almeno io l’ho presa così. Che mi pare anche onesta. Alla fine. Ecco voi spingete sui vaccini, sui ristori, su tutto quello che dovete fare per far sì che ci si riprenda un po’. Anche se lo sentiamo che alla fine sarà dura. Sarà dura comunque, c’abbiamo sulle spalle un lungo lungo inverno. Abbiamo ancora il coprifuoco. Io alle volte ci penso – in realtà vi siete accorti che ci penso spesso eccome- ma siamo al sesto mese di coprifuoco! Quindi TUTTI c’abbiamo da fare i conti con questa benedetta riapertura. All’inizio sarà strano, poi ci sembrerà simile al “prima di prima” poi però ci ricorderà la scorsa estate, “la prima del dopo” e adesso ? Che succederà?
Per esempio vi posso dire una cosa banalissima ma al tempo stesso scaramantica:
RIAPRE TUTTO E IO CHIUDO.
Avete capito bene, gente! Questo è l’ultimo articolo di questa rubrica.
Sì cari amici, scrivevo per condividere con voi una chiusura, una limitazione, una condizione comune a tutti ma straordinaria di per sé. Fra pochi giorni ci sarà un fattivo “via libera” con tutti i se e i ma del caso. Se già questo assurdo periodo era vissuto in maniera diversa da ognuno, ora poi ci scaraventeremo nel “fuori” con la stessa impietosa veemenza con cui ci siamo/hanno scaraventati nel “dentro”.

Assisteremo ad un continuo paragone con questi mesi che di fatto non sono ancora finiti. Usciremo dal letargo ognuno a modo suo, anche timorosi di cosa ci aspetta là. Fuori intendo. Sono cambiate un sacco di percezioni tra relazioni, persone, lavori, ambizioni, situazioni. Eppure fra poco saremo al solito bar a fare il solito aperitivo e lo vivremo come una liberazione. Lo dico così ma non c’è giudizio in questo. Sarà così. Ma in tempo lampo. E diremo tutti le stesse cose. Ci lamenteremo tutti delle solite situazioni incresciose di cui siamo e siamo stati e saremo protagonisti come popolo italiano. Non salveremo nessuno, tra uno spritz e l’altro. Ma la vita ci sembrerà meno dura. Come tenere insieme l’assurda sensazione che è davvero tutto necessariamente insensato e la voglia legittima di riappropriarsi di qualcosa che manca. Come l’aria. Ognuno sa di cosa ha sentito la mancanza. E se lo andrà a cercare. Magari con paura.
Una amara felicità. Di aver passato comunque un periodo veramente di merda e che questo periodo forse sta finendo.
E ora se ne vede forse se non la fine, almeno l’inizio della fine. Con tanti tanti punti interrogativi.
Ecco, io penso che questa piccola rubrica, che spero vi abbia accompagnato in questo periodo, non possa tradursi nell’apertura.
Diventerebbe una rubrica di attualità.
Invece io l’ho sempre considerata di straordinarietà.
Per questo ho detto all’inizio che la chiusura della rubrica è scaramantica. Chiudo qui. Sperando che non ci siano altre chiusure. Che anche se non torneremo per tanto alla normalità assurda di prima, magari approderemo in un altrove migliore.
Ce lo auguro a tutti.
Chiudo con l’ultima settimana di questo periodo perché dal 26 aprile si cambierà passo. È l’ora.
Lo so io, lo sapete voi, lo sa Draghi, la cabina di regia qualsiasi cosa sia, lo sa l’economia, lo sa anche il COVID.
Quindi vi saluto.
Voglio pensare che ci si avvii verso una sana normalità, anche se non lo sarà per molto altro tempo ancora. Magari una nuova e migliore normalità. Sono la solita ottimista.
Ma io ,per ora, vi lascio qui.
Non sono tipo da scrivere della routine di tutti i giorni. Per quello c’è gente molto più interessante di me.

Grazie di avermi letto, risposto, fatto stare bene con i vostri commenti.
Spero di avervi strappato un sorriso ogni tanto, ed essermi fatta sentire da voi in un momento straordinario.
Potrete ripensare alle mie tante e tante parole così: quando la Cespu volle fare una rubrica e poi la chiuse.

Vi lovvo carissime e carissimi
Ancora una volta e per sempre
Fate i bravi, ma davvero. Facciamo le cose per bene ma tutti, in un modo bello sano e troviamo una nuova consapevole leggerezza : di chi alla fine non s’è abbrutito troppo. Dai, forse forse ci si può ancora fare.

Vi saluto con un pensiero doveroso a questo 25 aprile che ancora non ci vedrà come prima a festeggiare la vera liberazione: quella dai fascisti. Gente ignobile che ci portiamo appresso ancora, mutanti forma e partito, ma sempre in forze per avvelenarci, ma ormai, oltretutto, con una certa nonchalance. Oltraggioso e intollerabile. In ogni forma possibile.

Ricordiamo chi ha combattuto ed morto perché avessimo questa libertà, che per quanto mal messa, lo è ancora “libertà”. Dobbiamo essere vigli e attenti perché ce la dobbiamo a noi stessi, tutta questa libertà conquistata col sangue, come forma collettiva di persone che hanno in comune sentimenti di uguaglianza, accoglienza, giustizia, democrazia, rispetto e cura del prossimo.

Il 24 aprile andrò in diretta Facebook, in streaming, con il mio spettacolo FANGO ROSSO grazie al CIRKOLOCO di Firenze (cliccate qui per accedere). Alla fine ho ceduto, ma solo in occasione di un altro 25 aprile che non ci vede tutti insieme, a rendere omaggio a chi resistito.
ORA E SEMPRE RESISTENZA.

Allora adieu mes amis
Ritornerò a voi in questa veste solo in caso di straordinarietà. Tipo pandemie mondiali.

Quindi anche no.
Ma.
Vi ho amato tanto. Sappiatelo.

Vi lovvo carissime e carissimi
Ancora una volta
Una di noi

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