“Cara Ale, mi mancano gli amici e le spiagge dell’Elba”. La Cespu risponde

Per la rubrica Covid and the City: Alessia Cespuglio risponde a una lettrice

alessia cespuglio covid and the city
Grafica di Raffaele Commone
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Pubblicato ore 12:00

  • di Alessia Cespuglio

Mentre prima parlavamo di un sacco di cose, e anche di sesso, adesso parliamo solo di Covid. Ammettiamolo. Tanto vale parlarne apertamente. Uno sguardo libero e quanto possibile sorridente su quello che ahinoi sta capitando a tutti.

Per domande, contributi, stimoli ed opinioni, per un confronto divertito vecchia maniera senza che sia solo “social”, scrivete a: covidanthecity2.0@gmail.com.

Non potete capire l’emozione della cosa che sta per succedere! Allora dopo il primo articolo della mia rubrica “Covid and the City”, una lettrice mi ha scritto!!!! Ha scritto proprio a me, come avevo immaginato, in risposta a: “Essere Single durante l’Apocalisse Covid”. E adesso la Cespu risponde, cari amici.

La nostra amica, che io conosco per altro, ha fatto una cosa importantissima, nonostante ci si conosca: ha preso, ha aperto la mail, ha cliccato su nuovo messaggio e mi ha scritto alla mail della rubrica . Nessun commento sui social. L’ha fatto davvero. Vuol dire che si può. È stato emozionante leggere la sua risposta.

La nostra lettrice, che vuole rimanere anonima, ci propone una riflessione ancora più ampia sui rapporti e sulle mille sfaccettature che questo comporta. La scorsa settimana parlavo della “relazione”, individuandone una specifica: quella sentimental sessuale. Ma quello che suggerisce la nostra amica è: Cespu, sei sicura che la relazione “amorosa” sia di fatto la più nutriente in questo periodo?
Hai ragione Amica Cara, anche pensare a cosa davvero ci manca di più, come osservazione di questo periodo che viviamo, è importante.
Nel salutarla e ringraziarla e nell’augurarvi una buona lettura della sua risposta, vi aspetto mercoledì con il prossimo articolo “Essere Congiunti a Livorno”
Vi abbraccio
la vostra Cespu

Ecco la lettera inviata dalla nostra lettrice:

Sai che ti dico Alessia?
Forse per la prima volta da quando ti conosco «non sono d’accordo con quello che dici, ma darei la vita perché tu lo possa dire.
Eccomi qui, anche io, single per scelta, da anni… oh che sia chiaro quando dico single intendo che non ho calzini o mutande da uomo sporchi in giro per casa, che mangio o non mangio solo e solamente quando lo decido io, che esco o non esco solo seguendo il mio istinto, che se lascio in bagno un asciugamano piegato lo ritrovo esattamente così.
Ma single nel senso biblico non lo sono mai stata, amori, passioni, scopamici, alla fine anche quello che non avevo mai voluto, quello più giovane… che però ha avuto il pregio di costringermi a cercare la piscina di Cocoon, con risultati più o meno felici.
Dopo questa premessa torno all’argomento principale… al Covid, al lockdown
Quel tizio che gira per casa, abbigliamento inguardabile (che lui chiama comodo), telecomando che ormai si è praticamente fuso nella mano, emana la voce arrochita dal lungo silenzio in frasi erotiche/avvincenti/stimolanti tipo «che c’è per pranzo?» e dopo alcune ore «che c’è per cena?»
No, lui non mi manca, l’altro, quello più giovane, si è inventato l’allenamento alla mezza maratona per raggiungermi.
Lo ammetto, da una certa soddisfazione sapere che ha corso per circa quindici chilometri e che dopo aver dissertato, ridendo, se dobbiamo tenere o no la mascherina durante «l’incontro» si infila di nuovo le Nike Vaporfly e torna indietro.
Ed io resto lì, nella mia casa, padrona del mio regno.
No a me mancano altre cose:

  • le belle riunioni con gli amici, amici? Allora perché non li vedo comincio a chiedermi? E questo si che mi fa male;
  • le varie attività che ormai costellavano il calendario del mio cellulare: ho già dato, con gioia, il mio contributo come madre, come nonna, impegno sul lavoro, ora scelgo impegno mentale e divertimento;
  • le spiagge dell’Elba dove passavo un bel po’ d’estate.

Ma soprattutto vorrei togliermi dal cervello e dal cuore questa paura, non tanto di ammalarmi di Covid, ci sono malattie che mi spaventano di più, ma di vedere sempre più buio nel domani di mia figlia, di mia nipote, per questa povera Italia in mano a gente che è arrivata a sbarellare sul quarto commissario per la Calabria, non ci dormo la notte e mi arrovello di giorno se immagino a cosa potranno partorire quando si pronunceranno sul Recovery Fund.
Noi moriremo di DPCM non di Covid.

Un abbraccio
un’Amica

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