Covid-19. Dieci nuovi casi tra Livorno e provincia. Salvetti: “No ai sindaci sceriffi”

"Manteniamo la calma, diamo forza al senso di comunità"

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Pubblicato ore 21:44

LIVORNO – Altri dieci casi positivi da Coronavirus a Livorno e provincia, è il bollettino rilasciato dalla Regione Toscana per la giornata di oggi, 22 marzo. Si arriva così a 130 casi totali dall’inizio dell’emergenza del virus, un caso accertato anche sull’Isola d’Elba. Si segnala anche due deceduti, un uomo di 80 anni a Livorno e uno di 79 anni a Rosignano Marittimo.

Sono dunque 265 i nuovi casi positivi al Coronavirus registrati in Toscana a ventiquattro ore dal precedente bollettino, quello di sabato 21 marzo. Salgono dunque a 2277 i contagiati dall’inizio dell’emergenza.

Intanto il sindaco Salvetti fa il punto della situazione:

1) Il Governo emanerà un nuovo decreto con ulteriori restrizioni per limitare ancora di più il rischio di contagio. Noi siamo pronti ad applicare e a far rispettare le nuove disposizioni così come faranno le amministrazioni di tutte le principali città toscane e del paese.

2) La città di Livorno in rapporto alla popolazione ha uno tra i tassi più bassi di contagiati dell’intera Toscana. Un dato confortante da cui partire con nuovo impegno per la prevenzione.

3) Sul fronte sanitario voglio ringraziare le centinaia di medici e infermieri che senza soluzione di continuità si stanno adoperando per curare e salvare vite umane.

4) La città è pressoché deserta, lo è nel fine settimana, lo è anche durante la settimana dove però c’è la necessità di diminuire ancora le uscite che al momento sono permesse dal decreto.

5) Già da domani andremo a gestire ancora meglio gli afflussi agli esercizi commerciali che vendono alimenti nell’area mercatale, gli esercenti comunque hanno dimostrato grande responsabilità e organizzazione intelligente.

6) Sui supermercati e sui mercati cittadini il Governo si è ancora una volta espresso chiaramente. Devono rimanere aperti, chiuderli significherebbe creare il caos e la caccia ai generi alimentari, chiuderli nel fine settimana provocherebbe afflussi maggiori e maggiore confusione il venerdì o il lunedì.

7) Il lavoro in città della Polizia municipale e delle altre forze dell’ordine è stato intenso, si parla di oltre 11 mila controlli e un numero importante di sanzioni che hanno colpito chi infrangeva la legge e hanno sensibilizzato coloro che erano comunque all’interno dei limiti di movimento consentiti dal decreto.

8) A coloro che, comprensibilmente preoccupati, invocano poteri straordinari anche di limitazione della libertà individuale con l’esercito in strada, dico che Livorno e le altre città italiane, non hanno bisogno di sindaci sceriffi o di podestà. Servono invece amministratori capaci di gestire l’emergenza attraverso la linearità e sostenendo la gradualità degli interventi che il Governo propone. L’anarchia istituzionale, la catena di comando messa in discussione e il quadro delle competenze cancellato, creerebbero solo caos.

9) In questa situazione che limita l’incontro tra le persone il nostro spazio di comunicazione è diventato ancora di più quello della rete dei telefonini e dei social, per questo serve fare una raccomandazione ad un utilizzo intelligente delle varie piattaforme che non possono diventare luoghi dove si fanno circolare false informazioni o giudizi infamanti che riguardano singoli cittadini o istituzioni. Chi contravviene a questo dovrà risponderne nelle sedi opportune.

10) Sul fronte politico che, in un quadro del genere, deve ad ogni costo assumere connotati di buon senso evitando inutili polemiche e squallida caccia al consenso, devo ringraziare le componenti della maggioranza e quelle dell’opposizione che si sono poste in maniera costruttiva nel rapporto con questa amministrazione e con il Sindaco cercando di dare un contributo alla cittadinanza.

11) Chiudo con una raccomandazione, manteniamo la calma, diamo forza al senso di comunità, condividiamo i comportamenti virtuosi e siamo tutti pazienti, restiamo a casa e ci usciremo prima e meglio.

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