Il comizio di Renzi alla Festa de L’Unità

Un folto pubblico ha sfidato il caldo torrido

matteo renzi festa unità
Foto: Luciano Ceccarini
Share

LIVORNO – Ieri pomeriggio alla Rotonda di Ardenza, Matteo Renzi, segretario nazionale del Partito Democratico, ha presentato il suo libro “Avanti perché l’Italia non si ferma“, ma sarebbe più esatto dire piuttosto  che ha fatto un monologo sul palco, una sorta di show.  Soltanto pochi minuti sono stati dedicati alla sua nuova fatica letteraria: “Nel libro ho cercato di mettere tre cose – ha detto – raccontare i fatti del passato (da Berlusconi alle Banche a Monti); raccontare proposte per il futuro con l’obiettivo di andare in Europa e farsi sentire per abbassare le tasse; infine raccontare l’aspetto umano, condividere le emozioni, è questo che deve fare la politica”.

Davanti ad un folto pubblico, che ha sfidato il caldo torrido, composto da sostenitori, volontari, iscritti, curiosi e qualche “contestatore”, Renzi ha lasciato l’intera ora, che lo ha visto gestire in piena autonomia il suo intervento proprio come in un comizio elettorale, alle domande del pubblico, rispondendo con il suo modo di fare scherzoso anche a quelle più scomode.

Un ragazzo del pubblico ad un certo punto, ha posto l’accento sulla credibilità di Renzi e del suo essere rimasto in carica dopo aver dichiarato al mondo che se ne sarebbe andato nel caso il referendum costituzionale fosse finito con la vittoria del no. Domanda che immediatamente ha sollevato vari borbottii tra il pubblico ma che il segretario ha subito sedato ricordando a coloro che apostrofavano il ragazzo che in un partito democratico è lecito confrontarsi e ha ringraziato il ragazzo per la domanda.

“Nel libro racconto come questa vicenda mi abbia segnato a livello personale- ha dichiarato Renzi- m, che avevo la responsabilità di rimanere al mio posto e  che non avevo il diritto di andarmene, di scegliere per un’intera comunità e alla fine ho preso la decisione di tornare sui miei passi”.

Le altre questioni toccate sono state il debito pubblico, la situazione del Venezuela, i vitalizi dei parlamentari, Consip, immigrazione ed età pensionabile, oltre a qualche battuta riguardante i vertici nazionali dei Cinque Stelle e i loro rappresentanti. Verso la conclusione ha poi fatto una sorta di sondaggio tra il pubblico riguardante gli 80 euro, le quattordicesime e chiedendo quanti insegnanti ci fossero tra il pubblico per concludere dicendo che “gli altri sono per annullare tutto questo io no” concludendo e salutando  tutti con una battuta che ha divertito il pubblico: ” Ho detto sondaggio amici perchè la parola referendum non la utilizzo più”

A cura della redazione

© Vietata la riproduzione

Lascia un commento

La tua email non verrà pubblicata. I campi con asterisco sono obbligatori


*