Carlo Pepi: “Livorno con la sua arte può attrarre tutto il mondo”

Il critico è intervenuto all'incontro al Circolo Culturale Il Centro

Carlo Pepi
  • di Valeria Cappelletti

LIVORNO – “Ho una collezione di oltre 20mila opere e sono disponibile a prestarle, da più parti mi pressano per averle compresa Pisa, ma io vorrei darle a Livorno” sono le parole di Carlo Pepi, storico d’arte e collezionista.

Ieri sera Pepi è intervenuto nel corso di un incontro che si è svolto al Circolo Culturale Il Centro di via Trieste dove era atteso anche l’assessore alla cultura Simone Lenzi che, dicono gli organizzatori, ha dovuto disdire per problemi di salute. A moderare l’incontro Fabio Del Nista. Tra i pubblico il presidente del Circolo Enrico Dello Sbarba.

Al centro della discussione la mostra di Amedeo Modigliani che si terrà a Livorno, ma Pepi ha raccontato molto altro partendo da quando bambino si è appassionato all’arte, passando per i suoi studi sui Macchiaioli e su Modì che definisce: “Uno dei tanti artisti che amo”, fino alla beffa delle false teste.

“Livorno ha un’arte che può attrarre tutto il mondo, non esiste alcuna città come questa che abbia così tanti bravi artisti – dice Pepi – eppure la vedo languire. Realizziamo dei depliant con le opere degli artisti e mettiamoli a disposizione dei tour operator di tutto il mondo per potare gli stranieri a visitare i musei livornesi. Livorno ha bisogno di rilanciarsi a livello economico e se invogliamo le navi da crociera a venire qui, se apriamo i ristoranti e i locali, l’economia livornese riparte. Mettiamo all’entrata della città, sotto la scritta Livorno, la frase “Città degli artisti“, facciamo dei poster da collocare al Porto”.

Per Pepi la mostra su Modigliani: “È stata una sorpresa che mi rende felice. Già nel centenario della nascita cercai di far capire a Livorno che bisognava realizzare qualcosa per celebrarlo ma le associazioni livornesi mi impedirono qualsiasi cosa, addirittura di parlare di Modigliani. C’era un clima ostile verso questo grande artista amato in tutto il mondo, Livorno si sentiva tradita da Amedeo che l’aveva lasciata per andare in Francia. Il Comune ha avuto un gran bel coraggio a pensare a questa mostra e soprattutto a coinvolgere i cittadini, le associazioni e gli enti invitandoli a fare proposte e a presentare progetti. Se ci sono timori sulla falsità delle opere? Netter e Alexandre (le due collezioni da cui provengono le opere, n.d.r.) sono due collezionisti illuminati. I collezionisti comprano direttamente dagli artisti quindi la fonte è più che positiva ma per essere sicuro al 100% dovrei vedere le tele una a una, a scatola chiusa non posso certificare”.

Pepi parla anche di Fattori e dei Macchiaioli: “Livorno prima o poi dovrà tirare fuori anche il gigante Giovanni Fattori e riappropriarsi di questa figura e di quella degli altri artisti”.

E tra il pubblico escono anche i nomi di Pietro Mascagni e Giorgio Caproni, altri due personaggi che Livorno stenta a celebrare come dovrebbe.

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