Annette Kellerman e la rivoluzione del costume da bagno

La giovane nuotatrice australiana venne arrestata

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La nuotatrice Annette Kellerman
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Pubblicato ore 12:00

  • di Valeria Cappelletti

Era una calda giornata d’estate del 1908 in America. Sulle rive della Revere Beach, una spiaggia pubblica a nord di Boston, bambini giocavano allegramente sul bagnasciuga costruendo castelli.

Le loro madri si godevano il sole sudando terribilmente dentro i loro “costumi” che niente avevano a che vedere con quelli che indossiamo noi oggi, perché coprivano le donne da capo a piedi senza lasciare visibile all’occhio vorace degli uomini un millimetro della loro candida pelle. Allora era sconveniente mostrare gambe e braccia e poi il sole avrebbe intaccato il colore bianco della pelle, sinonimo di nobiltà (a essere abbronzati erano i contadini, coloro che svolgevano attività considerate umili).

Poi improvvisamente dalla spiaggia si levò un urlo. Qualcuno annaspava in mare senza riuscire a tornare a riva? C’era forse uno squalo? No, molto peggio… fece la sua comparsa lei, Annette Kellerman. I bambini corsero dalle loro madri che subito protessero i pargoli da quella orribile visione, sì perché Annette indossava un costume. No, neppure questo era un costume come lo immaginiamo noi oggi, di strada per arrivare ai nostri, ancora ce n’era tanta da fare. Annette Kellerman indossava un costume intero che, badate bene, mostrava solo le braccia e le gambe nude. In più era di colore nero quindi nessun colore frivolo. Eppure Annette divenne motivo di scandalo, di repulsione su quella spiaggia, in quella calda giornata d’estate, al punto che la giovane (aveva 21 anni all’epoca) venne arrestata.

La ragazza, che era una nuotatrice professionista e amava il mare più di ogni altra cosa, si giustificò dicendo ai poliziotti che voleva nuotare, ma che non avrebbe potuto farlo indossando così tanti abiti che le davano la sensazione di avere delle catene. Fu l’inizio della rivoluzione messa in atto dalla sportiva australiana che creò una linea di costumi ottenendo l’appoggio di molte altre donne e che le permise anche di avere una carriera sfavillante nel mondo del cinema.

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