Sit-in di protesta in via Grande: salviamo le palladiane

L'evento verrà replicato anche nelle prossime settimane

Il sit-in di ieri mattina con i candidati sindaco
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Pubblicato ore 10:50

  • Valentina Barale

LIVORNO – Si sono dati appuntamento ieri mattina, 20 aprile, in via Grande per un sit-in di protesta per chiedere all’Amministrazione comunale di conservare l’attuale storica pavimentazione palladiana e di non sostituirla.

A organizzare l’iniziativa sette Associazioni culturali livornesi (Circolo Einaudi, Comune dei Cittadini, Help, Il Pentagono, Livorno Com’era, Vivi Centro e Vivi La Venezia), che lo scorso 8 marzo avevano consegnato al sindaco Salvetti un documento, da loro sottoscritto, per chiedere la sospensione dei lavori di via Grande e la discussione pubblica dell’operazione con esperti locali e la cittadinanza.

Il sit-in di ieri ha raccolto molte persone sebbene fosse stato annullato a causa del maltempo (il ritrovo era infatti previsto per le ore 10.30 e alle ore 10 su Livorno si è abbattuto un vero e proprio nubifragio), motivo per cui verrà replicato anche nelle prossime settimane. All’incontro erano presenti anche i candidati a sindaco Valentina Barale, Alessandro Guarducci e Costanza Vaccaro.

Per Valentina Barale le possibili vie da prendere sono tre: “In prima battuta mantenere questo pavimento e restaurarlo – dice – in seconda battuta, se non si può ripristinare, andare a sostituire solo le parti ammalorate, infine, come terza opzione, si può pensare a una sostituzione completa ma non con quelle orride mattonelle a triangoli che la gente ha giustamente soprannominato “a formaggino”. Spero che la rimozione non proceda in modo irreversibile prima del risultato elettorale. Inoltre vista la reazione della cittadinanza, l’Amministrazione avrebbe dovuto fermarsi e cercare un’altra soluzione. Sono comunque dell’idea che è possibile mantenere la pavimentazione attuale, ci sono ditte e artigiani specializzati in questo”.

Valentina Barale e Marco Cannito

La palladiana attuale risale al dopoguerra quando, per lastricare il pavimento sotto i portici, furono utilizzati scarti della lavorazione del marmo o di altre pietre. La scelta della palladiana fu legata al fatto che si trattava di una soluzione economica.

“Per un’amministrazione è legittimo fare delle scelte – dice Guarducci – ma queste devono avvenire nel rispetto dei cittadini. Cinque anni fa in campagna elettorale fu detto no al progetto di Nogarin, che voleva mettere le mattonelle di gres, per salare la palladiana, furono anche raccolte delle firme da esponenti che sono in amministrazione o nell’alleanza di centro sinistra come La Comba e Cepparello. Il sindaco nel 2019, una volta eletto, disse che voleva salvaguardare la storia della città, poi nel 2021 ha cominciato a parlare di parziale recupero e poi ci siamo ritrovati con questo progetto della nuova palladiana. Si tratta di una presa in giro verso i cittadini perché la vera palladiana è quella attuale, fatta con scarti di marmo, quella che vogliono spacciare per palladiana sono semplici piastrelle che si possono comprare nei negozi di arredamenti. A ogni modo, se vincerò le elezioni mi metterò al tavolo con le ditte che hanno avuto l’appalto di questi interventi per trovare una soluzione in modo da garantire il loro diritto di lavorare ma anche che la palladiana sia salvata e restaurata”.

Alessandro Guaducci

“Si tratta di un’opera scellerata – afferma Vaccaro – oltretutto fatta da chi come Cepparello, La Comba e Salvetti, appena cinque anni fa erano i paladini che volevano salvaguardare la palladiana e che oggi invece la distruggono. Un’operazione che a mio parere presenta molti dubbi non solo sul piano estetico ma anche amministrativo perché il regime giuridico prevede che questi portici siano privati, su cui il Comune ha una servitù di passaggio, quindi non è proprietario dei portici e non è titolato a fare un intervento così impattante come quello che vuole fare. Al Comune spettano due cose: la manutenzione ordinaria e straordinaria dell’illuminazione e della pavimentazione, e quindi pur essendo vero che nell’ambito della manutenzione straordinaria esiste il concetto di sostituzione di un manufatto, questo può avvenire purché sia al 100% irrecuperabile e non è il caso di questa palladiana che per il 50% è assolutamente in buonissime condizioni. Se divento sindaco il mio obiettivo sarà riqualificare questa via tenendo conto delle caratteristiche e delle peculiarità originarie, quindi pulitura dei manufatti deteriorati e per la palladiana il restauro, ci sono ditte che lo hanno fatto in altre città con risultati più che pregevoli”.

Il progetto per il rifacimento completo della pavimentazione, del valore di 5 milioni di euro, è stato affidato a una cordata di imprese (Frangerini, Edinfra e Lumar), secondo il progetto elaborato da Ipostudio di Firenze. L’idea è quella di ricreare progressivamente una nuova palladiana in chiave contemporanea, formata da triangoli equilateri con lato 30 (foto sopra), in travertino, distanziati e immersi in un cemento architettonico dal colore via via diversificato, dai colori della terra fino ai colori del mare, dai colori caldi a quelli freddi. La palladiana non sarà continua, ma si interromperà all’incrocio dei pilastri degli edifici esistenti.

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