Allegri: “Essere livornese mi ha aiutato nei momenti di pressione”

Premiato dal sindaco per i suoi successi calcistici

Massimiliano Allegri riceve la pergamenta di ringraziamento
Il sindaco Luca Salvetti e Massimiliano Allegri. Foto: S. Fulciniti
  • di Simone Fulciniti

LIVORNO – Abbronzato, elegantissimo, in gran forma. Così si presenta Massimiliano Allegri al cospetto del Sindaco. Deve ritirare una pergamena, un ‘ringraziamento’ che Luca Salvetti ha fortemente voluto quale atto di riconoscenza nei confronti di un concittadino che si è distinto (eccome) a livello sportivo. E Max, con sei scudetti, due finali di Champions League e una serie innumerevole di coppe e coppette il suo lustro lo ha indubbiamente recato.

Un po’ di tempo per riflettere

Massimiliano Allegri riceve la pergamenta di ringraziamento
Un momento della cerimonia. Foto: S. Fulciniti

“Un riconoscimento importante – esordisce l’allenatore – in quanto, come molti sanno, sono legatissimo alla nostra città. Con Luca ci sono i presupposti perché Livorno rifiorisca in tutto il suo splendore”.

Una carriera formidabile, ma nello stesso tempo stressante che ha portato il mister verso l’anno sabbatico. “Diciotto anni da giocatore, sedici da allenatore. Oggi mi sono fermato. Mi sono preso un po’ di tempo per me; che mi possa finalmente consentire di vivere Livorno. Prima di sciogliere in nodo Juventus, son tornato tre giorni qui a casa: è stato il mare ad indicarmi la rotta migliore sulla quale procedere”.

Allegri e il sindaco

Parecchi non sanno che Luca Salvetti e Massimiliano Allegri da ragazzini sono stati compagni di squadra nelle ‘minors’ labroniche: attaccante il primo, rifinitore il secondo. Oggi si ritrovano sulla cima del monte, ma il ricordo di quei tempi ‘gloriosi’ ha ancora il potere di illuminarne i sorrisi.

“Sicuramente la strada per arrivare fare il sindaco – prosegue Max – è molto più complicata della mia. Io non avrei mai creduto di allenare Milan e Juventus, avere la fortuna di lavorare con grandissimi giocatori, poter vincere. Invece la sua nomina non mi ha sorpreso più di tanto perché, come Galliani al Milan diceva di me, che avevo il ‘physique du role‘ per il Milan, io sostengo che Luca abbia la giusta predisposizione per fare politica. E deve per forza essere un regista. Quindi dal numero undici che aveva quando giocava, adesso è passato al fatidico al numero dieci”.

I ricordi da allenatore

Massimiliano Allegri riceve la pergamenta di ringraziamento
Salvetti, Gianni Giannone delegato provinciale Coni e Allegri. Foto: S. Fulciniti

Tutto quello che è stato, le gioie, i guadagni, le vittorie, la grande popolarità, avrebbe potuto non esserci se la fortuna non ci avesse messo lo zampino. “Dopo cinque sconfitte col Cagliari, alla sesta giornata arrivò il Milan. Giocammo una grande partita non lo nego, tuttavia al minuto novantadue i rossoneri tirarono un calcio d’angolo e la palla, su un tocco di Ambrosini, uscì di pochissimi centimetri. Un gol subìto, poteva significare l’esonero, invece rimasi in sella ai sardi e li portai al nono posto che tutt’ora è il miglior piazzamento nell’era dei tre punti. Anni dopo un gol del giovane Strasser (appena inserito) a Cagliari fu fondamentale per la volata scudetto del Milan. E nella seconda stagione con la Juve, dopo una falsa partenza, iniziammo a rimontare grazie ad un gol di Quadrado, segnato nei minuti di recupero di un derby. Meglio essere meno bravi e fortunati che il contrario”.

Essere livornesi

Innegabile il fatto che durante la sua permanenza alla Juventus, il mister abbia più volte fatto sussultare la sala stampa di Vinovo con le sue battutine in perfetto stile labronico, che egli stesso definisce preziose. “La mia livornesità – conclude Allegri – mi ha aiutato, perché il nostro modo di vivere, di sdrammatizzare in certi momenti ti aiuta. Muoversi con leggerezza non significa essere meno professionale. Son due cose ben distinte. In certe fasi la pressione è tale che se non riesci a sdrammatizzare diventa difficile. Sono davvero fortunato di essere livornese”.

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