Alle Terme del Corallo una panchina rossa contro la violenza sulle donne

In Toscana un terzo delle vittime è over 70

Livorno organizza varie iniziative per il novembre antiviolenza
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Pubblicato ore 14:00

LIVORNO – Domani in occasione della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, il Comune di Livorno installerà una targa su una panchina appena dipinta di rosso nel parco delle Terme del Corallo. Si svolgerà una breve cerimonia alle ore 15 alla presenza del sindaco Luca Salvetti e della vicesindaca Libera Camici.

Questa sera, inoltre, il Palazzo Comunale verrà illuminato di arancio, un altro dei colori internazionalmente riconosciuti come simbolo per mantenere viva la memoria sulle troppe donne vittime, affinché possano diventare sempre meno. Di arancio si colorerà anche il Gazebo della Terrazza Mascagni, per iniziativa del Soroptimist Club di Livorno sempre in collaborazione con il Comune.

I dati con gli interventi del Centro Antiviolenza Ippogrifo Livorno

Nella prima fase della pandemia (lockdown 4 marzo-29 maggio 2020) il Centro Antiviolenza (CAV) è rimasto chiuso ma non ha interrotto il servizio. Le operatrici hanno affrontato da remoto “l’emergenza nell’emergenza sanitaria”. In questo periodo è stato riscontrato un calo di richieste di aiuto. Durante questa fase ha ricevuto 68 richieste per altrettanti colloqui di consulenza specialistica. Per 5 di queste sono stati organizzati incontri in presenza e avviato il percorso di accompagnamento. In questa fase critica sono pervenuti 3 casi di violenza a rischio alto e di tale gravità da avviare il percorso di allontanamento della donna, 1 di queste con minore, dal luogo di residenza verso una struttura idonea per l’isolamento nei primi 14 giorni e a seguire l’inserimento in Casa Rifugio ad indirizzo segreto.

Durante questa seconda ondata di emergenza covid19, il CAV Ippogrifo sta mantenendo attivo il servizio anche in presenza. Dal gennaio ad oggi sono 165 le donne che si sono rivolte al CAV e 104 quelle prese in carico. Sono ospiti della casa rifugio 2 nuclei familiari costituiti da 2 donne e 3 bambini.

Dati della Regione Toscana

Dal 2006 al 2019 nella nostra regione si è consumato più di un femminicidio al mese. Sono 177 in totale, una media di 12,6 femminicidi all’anno. È quanto emerge dalla lettura del XII Rapporto sulla violenza di genere in Toscana, presentato stamani dalla Regione Toscana. All’assessora regionale al sociale, Serena Spinelli è toccato il compito di aprire i lavori, ad Alessandra Nardini, assessora regionale alle politiche di genere, quello di concluderli.

Un altro dato molto significativo è che quasi un terzo delle vittime è ultrasettantenne. Nella maggior parte dei casi esiste una relazione intima (continuativa o occasionale) al momento del femminicidio, anche se non si tratta esclusivamente di relazioni coniugali, ma di una serie di rapporti in cui si instaura una relazione di potere tra uomo e donna.

Sono 24 i centri antiviolenza attivi in Toscana, con una presenza capillare che assicura 95 sportelli di accesso, diffusi in ogni area della Toscana. Dal 2010 allo scorso anno sono 26.000 le donne che vi si sono rivolte. La forma di violenza più diffusa è quella psicologica, che si accompagna sempre anche a quella fisica. Gli autori sono soprattutto i partner o ex partner. Sei donne su dieci affermano che anche i loro figli hanno subìto una qualche forma diretta di violenza, un numero che sale al 66,7% in caso di donne straniere.

A livello italiano sono 91 le donne vittime di violenza nei primi dieci mesi del 2020, una ogni tre giorni.

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