Addio a Giuseppe Pancaccini, il ricordo della Fondazione Goldoni

"Instancabile promotore ed animatore dei palcoscenici labronici"

Pancaccini con il Premio alla carriera al Goldoni
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Pubblicato ore 13:52

LIVORNO – “Giuseppe Pancaccini ci ha lasciato: attore, regista, autore, Giuseppe è stato un uomo di Teatro che ha legato indissolubilmente il suo nome al teatro popolare livornese”, è il commento della Fondazione Teatro Goldoni a seguito della morte del maestro del vernacolo livornese avvenuta la notte scorsa.

Di seguito il messaggio della Fondazione Livorno:

Fondazione Livorno lo premiò una prima volta con una targa alla carriera nel 2013 “Grati per l’impegno di una vita a favore del teatro e della città di Livorno”; lo vogliamo ricordare proprio con le sue parole di allora, mentre visibilmente commosso riceveva il premio dalle mani dell’allora presidente del Goldoni Marco Bertini: “È un riconoscimento che mi giunge del tutto inaspettato – disse – e perciò ancora più gradito. Lo voglio dedicare alla mia famiglia per i 50 anni di continua vicinanza e condivisione di tutta la mia vita, privata e teatrale ed al mio maestro, l’indimenticabile Gino Lena a cui devo moltissimo e che non ha mai ricevuto in vita alcun premio ed attestazione. Grazie a tutti”.

Gli dobbiamo moltissimo e nel 2021 il Goldoni con il suo Presidente-Sindaco Luca Salvetti, volle rivolgergli un ulteriore pensiero e riconoscimento nominandolo “Testimone” del Teatro e per il Teatro a Livorno, per
essere stato interprete in oltre mezzo secolo di carriera della livornesità più autentica e creativa, contribuendo nel tempo a rendere la sua città più viva, più ricca di cultura, socialità e svago. Un artista che con il suo lavoro ha saputo regalare a tutti più di un sorriso e che ci ha resi più ricchi, di umanità innanzitutto.

Instancabile promotore ed animatore dei palcoscenici labronici, Pancaccini era anche un autentico, appassionato cultore della lirica e lo avevamo avuto con noi al Teatro Goldoni alla serata conclusiva della stagione poco più di un mese fa per la “Turandot” di Puccini. Ciao Giuseppe.

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