Luxuria: “Giudicare l’onestà, non l’orientamento sessuale”

L'ex parlamentare ha presentato il suo libro alla Terrazza Mascagni

vladimir luxuria

LIVORNO – “Quello che vorrei è che un giorno le persone venissero giudicate per la loro generosità, per l’onestà e la disponibilità di tendere una mano verso chi chiede aiuto e non per l’accento diverso, l’orientamento sessuale o la religione differente”. Vladimir Luxuria si racconta in maniera aperta al pubblico livornese intervenuto numeroso ieri sera alla presentazione del libro “Il coraggio di essere una farfalla“, quinta fatica letteraria dell’ex parlamentare, nell’ambito della rassegna “Eden”. Si racconta con l’ironia e la schiettezza che da sempre la contraddistingue, ricevendo applausi da un pubblico variegato formato da giovani, curiosi, ma anche da tanti genitori di figli omosessuali e da rappresentanti dell’associazionismo LGBT. E al pubblico si è rivolta così: “Di Livorno mi piace il fatto che le persone sono schiette e se hanno qualcosa da dire, lo fanno senza troppi convenevoli”.

Intelligente, acuta, divertente, Luxuria parla del suo libro ma prima di tutto parla del suo cammino, rispondendo alle domande che le pone Fabianna Tozzi nel ruolo di moderatrice. Parla del suo ruolo di parlamentare, del suo coraggio nell’affrontare situazioni difficili e persone in una società che ancora ha verso i transessuali e verso tutto il mondo LGBT un forte pregiudizio. “Per spiegare il mio percorso – ha detto – faccio sempre l’esempio della principessa e del cavaliere: la prima è la mia anima che mi chiedeva come mai mi sentissi differente rispetto agli altri maschietti e il cavaliere è invece la parte di me che voleva liberare la principessa e sconfiggere il drago che rappresentava i pregiudizi, le mie paure di provocare dolore ai familiari, di non trovare lavoro; alla fine ho liberato la principessa. Bisogna sempre dare importanza all’anima, al nostro spirito. Per molto tempo ho cercavo di essere una persona diversa, di nascondere una parte di me, ma poi ho capito che così ero io a soffrire, si trattava di decidere chi volessi essere e più mi nascondevo più diventavo una persona peggiore, invidiosa. È stato un percorso difficile, ma non c’è prezzo per la libertà”.

Non ha peli sulla lingua Luxuria e non risparmia frecciatine alle sue colleghe di Parlamento: “Nasciamo maschi e femmine – ha proseguito – ma si diventa uomini e donne, però non tutte le donne diventano signore, tipo Alessandra Mussolini”. Luxuria è stata la prima transessuale europea a entrare in Parlamento: “Quando mi offrirono l’opportunità di candidarmi per entrare in Parlamento fui subito investita da una grande responsabilità perché avrei potuto dare voce alla comunità transgender e portare sotto i riflettori i tanti problemi, dal lavoro alle pari opportunità, ai pregiudizi fino al legame con la religione, sollevando anche numerosi interrogativi come ad esempio se un transgender potesse indossare la gonna in Parlamento. È vero, ero la prima transgender arrivata in Parlamento, ma una volta vidi Daniela Santanché e le dissi “Ah meno male non sono l’unica trans”, lei rise alla battuta per fortuna è una persona che sa scherzare, non come altre”.

Nel lungo cammino che Luxuria ha dovuto affrontare nel suo coming-out e poi nel cambiamento, come lo definisce lei stessa, racconta di aver conosciuto tante persone che l’hanno sostenuta: “Appartenenti a ogni ambito e ceto sociale, non serve una laurea per capire gli altri, serve il cuore. L’ignoranza verso questi temi va oltre l’istruzione scolastica”, ma ha avuto anche a che fare con molte persone cattive: “Verso di loro non mi sono mai nascosta, ho sempre reagito, non bisogna abbassare la testa“. E poi il suo pensiero va a tutti i transgender che non hanno avuto il sostegno della famiglia: “Ho conosciuto amiche che sono state invitate ad andarsene di casa e che sono finite male, a tutti coloro che si credono fuori posto e sbagliati, dico che a essere sbagliati sono l’omofobia, l’odio e la trans fobia”.

Divertente l’aneddoto legato all’incontro con don Andrea Gallo: “Dovevo girare una trasmissione e mi dissero che ci sarebbe stato anche un prete, io subito mi misi sulla difensiva, ero pronta a tirare fuori le unghie, perché credevo che tutta la Chiesa fosse contro i transgender, invece durante l’intervista Don Gallo disse che i transessuali erano un dono di Dio e sull’amore tra due uomini rispose che dove c’è amore c’è Dio, rimasi spiazzata. Grazie a lui mi riavvicinai alla Chiesa dopo aver trovato nel buddismo un forte punto di riferimento, e capii che c’è una parte della Chiesa che ci sostiene. Una persona non deve sentirsi esclusa e bisogna che le porte di tutte le chiese siano spalancate”.

Varie la domande arrivate dal pubblico, a chi le chiedeva se si sentisse femminista ha così risposto: “Mi sento femminista tutte le volte che un uomo uccide una donna, tutte le volte che una donna subisce una violenza. Sì, mi sento femminista anche perchè il movimento gay è nato proprio da una costola del femminismo” e alla domanda se sia d’accordo o no sulla declinazione al femminile di alcuni nomi commenta: “Non vedo dove stia il problema. In fondo prima si diceva solo professore, poi abbiamo iniziato a dire professoressa”.

Luxuria ha concluso leggendo l’ultima pagina del suo libro dedicato al mondo di internet: “Mi alzo in piedi anche perché ho un vestito bellissimo” scherza. Proprio dalla Rete, che offre l’anonimato, ha ricevuto i commenti più cattivi: “Ho imparato ad amarmi per quella che sono, optional compresi, e non per come mi volevano gli altri… il mondo non è fatto solo di diversi colori, ma di un numero infinito di sorprendenti sfumature… Ci vuole più coraggio a essere una farfalla che a ostentare la virilità di un gorilla“.

A fine serata sul palco sono saliti anche la vicesindaca Stella Sorgente, l’assessore alla cultura Francesco Belais, Luca Mazzinghi, presidente di Arcigay Livorno, Rita Rabuzzi, presidente di Agedo Livorno e Greta Franchini, quest’ultima ha espresso il suo affetto per Luxuria e per Fabianna Tozzi, sottolienando l’importanza di non resatre indifferenti di fronte alle ingiustizie e ai pregiudizi. Belais ha colto l’occasione per regalare a Luxuria e a Fabianna il volume che parla dell’edificio dello Scoglio della Regina. Rita Rabuzzi si è rivolta ai genitori invitandoli a: “Essere orgogliosi dei propri figli e ad amarli così come hanno sempre amato”.

“Eden” si conclude questa sera con Matteo Caccia che presenta “Il silenzio coprì le sue tracce” edizioni Baldini & Castoldi 2017, con Simone Lenzi (ore 21.15) e a seguire Stefano Santomauro in “Santomauro subito!” (ore 22.30).

Valeria Cappelletti

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