Chiude il canile di Piombino: 45 cani spostati d’urgenza

L'accorata lettera di Maria Cristina Biagini da sempre in difesa degli animali

canile piombino
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PIOMBINO – Il canile municipale di Piombino chiude e 45 cani dovranno essere spostati in altre città, lontane dal Comune. È quanto stabilito dal Tribunale di Livorno che impone al Comune di chiudere l’attuale canile. Il Tribunale di Livorno nell’ottobre 2016 aveva imposto, con un’ordinanza, al Comune di Piombino di risolvere il problema delle “immissioni sonore superiori alla normale tollerabilità” provenienti dal canile comunale, cosa che però secondo il comune non è avvenuta. Ecco la lettera di Maria Cristina Biagini presidente di “La casa di Margot“, associazione no profit per la protezione degli animali, e che conosce gli sviluppi del canile del Comune di Piombino, sin dal 1991.

“Piombino è stato il primo e unico paese del nostro comprensorio ad avere un canile municipale, fortemente voluto dalla sottoscritta e da un piccolo gruppo di persone e attivo dal 1991, cioè dall’entrata in vigore della l. 281. In quel canile, detto dei Macelli, io ci ho lasciato il cuore, per motivi che ora non vale la pena di rivangare, ma tuttavia da anni sostengo che esso dovesse essere smobilitato, in quanto contornato da edifici crollati. Avrei voluto però che i cani usciti da lì fossero trasferiti in un canile nuovo, con erba e alberi, in Piombino o nelle immediate vicinanze, non che fossero spostati d’urgenza, costretti da una sentenza, in un altro paese distante dalla nostra città.

Un disastro, così definirei la gestione di questa situazione da parte dell’Amministrazione. Dall’inizio alla fine. La nostra Associazione ha sempre invocato un piano B, che avevamo anche suggerito, consistente in un piano di adozioni straordinario, che sarebbe dovuto partire già da gennaio, in un coinvolgimento di tutte le associazioni locali, con possibilità di affidare ad esse una parte almeno dei cani, in un interessamento dei vari canili di zona, a partire da quelli comunali, con possibilità di inserimento, temporaneo, in essi dei cani che sarebbero rimasti. Canili prossimi a Piombino, in modo da consentire ai volontari che conoscono e seguono i cani piombinesi di andarli a visitare, di monitorarli, di continuare a seguirli. A tutto ciò l’Assessore all’Ambiente rispondeva picche, sostenendo che avrebbe vinto la causa e che i cani potevano essere trasferiti solo in canili accreditati.

Nessuna campagna straordinaria di adozioni, tanto che tuttora non è reperibile una sola foto aggiornata dei cani detenuti. Nessuna convocazione, almeno per noi, nessuna possibilità di affidare i cani alle associazioni. E così ora i cani se ne vanno, lasciano il loro territorio. E di ciò possono ringraziare questa imprevidente Amministrazione, che pur spendendo un mare di soldi non ha saputo, o non ha voluto, risolvere una questione così banale: 45 cani da lasciare in Piombino.

Nel frattempo noi, visto che ci negavano quei cani, ne abbiamo salvati altri, da altre Regioni, e ora siamo piene, le adozioni sembrano ferme, per cui non potremmo ospitare, in questo momento, 5 o 6 cani, come avremmo voluto. Ma siamo ancora disponibili a stringerci, per quanto possibile. In attesa di questo nuovo canile, sortito improvvisamente dal cilindro con i relativi Euro 600.000 di spesa, che sarebbe pronto a novembre. Speriamo sia vero, anche se si leverebbero i cani dal cemento e dai crolli, ma si porterebbero in una zona altrettanto inospitale, brulla e molto calda, non certo l’ideale per un cane. Vedremo. Al momento io provo tanta amarezza, perché questa è la fine ingiusta di una bellissima storia piombinese, quella delle bimbe del canile. Scusatemi il sentimentalismo”.

A cura della redazione

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