Buongiorno Livorno: “Piano Regionale dello Sviluppo, nessuna valorizzazione del mare e del turismo per la città”

Giuntinelli: "Nel documento solo investimenti in logistica e infrastrutture"

Da sinistra: Romboli, Fettori, Corradini
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LIVORNO – “Il nostro gruppo di lavoro economia ha avuto la possibilità di visionare il Piano Regionale dello Sviluppo 2016-2020, approvato lo scorso 3 maggio dalla giunta regionale e la nostra analisi non è risultata positiva”. A dirlo è Silvia Giuntinelli presidente di Buongiorno Livorno, nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno preso parte anche Tommaso Fattori, consigliere regionale di Sì-Toscana a Sinistra, il vicepresidente Stefano Romboli, Simona Corradini e i membri di Buongiorno Livorno.

Insieme a Tommaso Fattori è nato un percorso che ha permesso a Buongiorno Livorno di far arrivare alla commissione e al consiglio regionale le osservazioni in merito al Piano. “Lo studio delle 700 pagine del Piano – ha proseguito Giuntinelli – aveva come obiettivo cercare di capire quali fossero le strategie messe in campo dalla Regione per il futuro della nostra città, ma abbiamo trovato tantissime carenze e un forte distacco rispetto alla realtà livornese; perché se questo Piano vuole imprimere politiche di sviluppo che vadano a valorizzare il territorio, è indispensabile che ci si adoperi per avere un riscontro dai cittadini”.

All’interno del Piano Regionale è presente il Piano sulla costa in cui, ha sottolineato Giuntinelli: “Non ci siamo riconosciuti, abbiamo cercato un focus sul mare, sul turismo, su quello che, dal punto di vista economico e culturale, è l’elemento principale di una città come la nostra, ma non lo abbiamo trovato. Abbiamo letto di investimenti nelle infrastrutture, nell’industrializzazione e nella logistica, ma questo non basta. È impensabile che sia la Regione a decidere quali siano i progetti migliori per Livorno anche perché per la Regione la nostra città è una zona da re industrializzare, in cui investire sulle infrastrutture in particolare logistica e trasporti, cosa senz’altro importante ma non può bastare perché bisogna puntare anche sul sociale, sul turismo, sulla cultura, sull’agricoltura”.

Il Piano Strategico ha poi riportato alla luce il discorso sul rigassificatore. “Pare che ci sia la possibilità che venga portato presso gli Emirati Arabi – ha detto Stefano Romboli, vicepresidente di Buongiorno Livorno – non sappiamo se sia un dato plausibile, tant’è che si tratta di una grande opera inutilizzata e inutilizzabile, da 5 anni posizionata nel nostro mare. Fa parte di quelle grandi opere calate dall’alto, di quelle grandi promesse che poi a livello occupazionale sono risultare irrisorie e a livello di approvvigionamento energetico inesistenti, ma che paghiamo noi con i soldi nelle nostre bollette”.

Infine Fattori ha sottolineato il fatto che il Piano di Sviluppo ha al suo interno alcune incongruenze: “Da una parte c’è l’impegno, a livello di progetto infrastrutturale, di voler recuperare le differenze tra l’area interna, composta da Firenze, Prato e Pistoia e la costa che risulta più debole dal punto di vista occupazionale, però poi viene fatto un progetto che punta sull’aeroporto di Firenze che, in modo inevitabile, depotenzierà quello di Pisa che è invece quello della costa su cui bisognerebbe puntare anche per valorizzare Livorno ed evitare il turismo mordi e fuggi. Grande sviluppo sta avendo l’economia verde e l’economia circolare – ha proseguito – legata al riuso, riciclo e recupero, su cui l’Europa sta puntando. Livorno con il porto e il retro porto potrebbe diventare un polo europeo di eccellenza per l’economia circolare. Anche Camp Derby riconvertita a usi civili potrebbe diventare una struttura di questo tipo collegata a Livorno e all’area portuale. Ci vogliono progetti concreti e condivisibili, non calati dall’alto, e che non durino decenni”.

Valeria Cappelletti

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