Cisternino di Città apre le porte ai livornesi. Nogarin: “Benvenuti a casa vostra”

Tanti i livornesi che hanno preso parte alla cerimonia

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La sala al primo piano. Foto: Valeria Cappelletti
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  • di Diletta Fallani e Valeria Cappelletti:

LIVORNO – “Benvenuti a casa vostra” con queste parole il sindaco Filippo Nogarin, dopo ben 20 anni  di chiusura al pubblico, ha restituito il “Cisternino di Città”, conosciuto soprattutto  come ex Casa della Cultura, ai livornesi. Oggi pomeriggio infatti questo bellissimo edificio ha aperto le sue porte completamente ristrutturato e adeguato alle norme di sicurezza che ne avevano decretato, a fine anni 90, la chiusura. Uno spazio che: “Sarà dedicato prevalentemente alla partecipazione – ha proseguito Nogarin – un patrimonio importante nel quale faremo molte attività per il futuro dei giovani e dei meno giovani”.

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Il sindaco Nogarin. Foto: Valeria Cappelletti

A tagliare il nastro il sindaco Nogarin e la vice sindaco Stella Sorgente. “È con orgoglio che restituiamo questa struttura alla città – ha detto Sorgente – ringrazio tutti coloro che hanno aiutato l’amministrazione a poter realizzare questa apertura. La mia idea è quella di arrivare, attraverso un percorso partecipativo vero, a far vivere questo luogo per costruire qualcosa di unico e straordinario”.

Presenti anche Susan George (docente di Scienze della Comunicazione dell’Università di Pisa) e Marianella Sclavi (docente di Etnografia Urbana al Politecnico di Milano), entrambe artefici del progetto partecipativo “Cisternino 2020” del 2008. “La nostra speranza è che il Cisternino di Città diventi un motore per  la città – ha detto George mentre teneva tra le mani un dipinto di Fremura raffigurante l’edificio – pensando ai giovani e ai più piccoli. È incredibile la potenzialità che c’è in città, dobbiamo solo renderla visibile”.

Tanti i cittadini che hanno deciso di prendere parte all’inaugurazione a sottolineare l’importanza che questa struttura ha rivestito e riveste nel mondo culturale dei livornesi, e che hanno atteso pazienti per entrare e vedere come si presenta all’interno.

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La sala al piano terreno. Foto: Valeria Cappelletti

Al suo interno tre piani distinti che, seppur con diverse vocazioni d’uso, saranno integrati fra loro. Il piano terreno o seminterrato offre un ampio ambiente dove è stato allestito un palcoscenico circondato da 100 sedute. Qui si terranno rappresentazioni teatrali, performance varie, oltre a mostre e installazioni e molte altre attività.

Il primo piano  invece è stato pensato come sede di divulgazione diretta e indiretta delle attività urbanistiche connesse al piano strutturale, ma sarà anche dedicato alla partecipazione in genere, nel senso più ampio del termine e potrà accogliere mostre e altri eventi. Qui trovano posto alcuni pannelli con fotografie e diverse statue.

Al secondo piano, infine, un’aula multimediale con vari computer e un maxischermo. La sala è stata intitolata alla memoria  di Serena Simoncini, consigliera comunale del Movimento 5 Stelle, deceduta nel gennaio dello scorso anno. “Una persona straordinaria, una professoressa molto amata con una grande passione per ciò che faceva – ha concluso Nogarin – per questo motivo siamo orgogliosi di intitolare questa sala, che vedrà tanti giovani al suo interno, a una persona che ha dedicato tutta la sua vita a insegnare”.

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