Rubrica Ciak Vintage, “Uomini Contro”

Per Uomini Contro venni denunciato per vilipendio dell'esercito

Uomini Contro

di Diletta Fallani

Il film che mi sento di consigliare questa settimana si intitola “Uomini contro” ed è un film del 1970 diretto da Francesco Rosi, liberamente ispirato al romanzo di Emilio Lussu “Un anno sull’Altipiano”. L’intento del regista era mettere in risalto quanto la guerra fosse un atto di totale follia e quante morti innocenti questa avrebbe comportato.  Riportando una dichiarazione fatta dallo stesso regista a proposito del suo film, questo è ciò che emerge:

Per Uomini Contro venni denunciato per vilipendio dell’esercito, ma sono stato assolto in istruttoria. Il film venne boicottato, per ammissione esplicita di chi lo fece: fu tolto dai cinema in cui passava con la scusa che arrivavano telefonate minatorie. Ebbe l’onore di essere oggetto dei comizi del generale De Lorenzo, abbondantemente riprodotti attraverso la televisione italiana, che a quell’epoca non si fece certo scrupolo di fare pubblicità a un film in questo modo”.

In apertura, vi è una marcia lenta di tristi soldati con il fucile in spalla affiancata da un forte e costante martellamento scandito dalle percussioni a cui Piero Piccioni in maniera geniale affianca dei violini e  dei fiati che intonano lieve una marcia funebre. I soldati appaiono schiacciati dalla stanchezza ma soprattutto dalla paura di morire. Il loro corpo sembra pesante, ricurvo come se avessero un macigno sulle spalle. C’è un gioco di accostamenti che vede l’umanità in bilico costante tra follia e rassegnazione. Il film offre un’immagine sincera, insopportabile e dolorosa della stupidità e dell’orrore, di ciò che gli uomini possono fare gli uni agli altri ed proprio per queste forti  emozioni che sa suscitare la sua visione, che  il film meriterebbe di essere guardato almeno una volta.

 

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