Le problematiche del carcere di Livorno

Uno dei problemi da risolvere: il sistema di sicurezza

LIVORNO – A seguito della visita del Garante Regionale dei detenuti Franco Corleone alla Casa Circondariale delle Sughere, il sindaco Filippo Nogarin ha tenuto a palazzo comunale una conferenza stampa per illustrare le grosse problematiche in cui versa il carcere livornese e le azioni da intraprendere per arrivare a una soluzione. Insieme al sindaco Nogarin anche il Garante Corleone e il Garante dei detenuti del Comune di Livorno Giovanni De Peppo.

La Casa Circondariale “Le Sughere” che al momento custodisce 248 persone – di cui 106 per detenzione e piccolo spaccio – presenta problemi di ordine strutturale che ostacolano il funzionamento delle attività all’interno dell’istituto, ma anche di mancanza di strategie di trattamento per la riabilitazione dei detenuti dovuta alla carenza di personale addetto.

Sono stati ricordati in conferenza i problemi strutturali che riguardano l’inagibilità delle docce  per i detenuti del “transito”, costretti a fruire a turno delle due docce dello “smistamento”  con disagio sia per loro che per gli agenti di custodia. Il problema irrisolto della cucina dell’Alta Sorveglianza, attrezzata e bloccata da una questione di problematica antincendio.

Tra i problemi urgenti da risolvere anche l’intero sistema di sicurezza che non funziona a seguito dell’alluvione del settembre scorso. Server allagati e telecomandi fuori uso che comportano un grave dispendio di energie e presenze fisiche da parte della polizia penitenziaria. Nell’Alta Sorveglianza il mancato funzionamento dell’ascensore costringe i detenuti a trascinare per le scale i carrelli del vitto con un disagio considerevole. Del tutto fuori uso il grande salone indispensabile per spettacoli, eventi, attività di riabilitazione. Attualmente tutto si svolge nei corridoi con evidente disagio e scoraggiamento da parte del volontariato che avanza proposte.

Ultima segnalazione: la ludoteca. Già attrezzata e a disposizione delle famiglie dei detenuti – realizzata con il supporto di Ikea e del Telefono Azzurro – deve essere ancora “inaugurata”. Sul piano delle attività di trattamento è stata inoltre denunciata la mancanza di educatori. Le attività di trattamento di fatto oggi si reggono solo su  tre operatrici di cui una ricopre funzioni di responsabile dell’area e assomma quindi innumerevoli competenze, funzioni e responsabilità che non facilitano certo l’attivazione di proposte e iniziative.

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