Al Deep Festival risate a crepapelle con il quartetto labronico

Ieri sera in Fortezza Vecchia con Crestacci, Santomauro, Fiaschi e Migone

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Il quattro comici sul palco in Fortezza Vecchia. Foto: Valeria Cappelletti
  • di Valeria Cappelletti:

LIVORNO – C’è una sola parola in grado di riassumere lo spettacolo che ieri sera ha visto protagonisti al Deep Festival il quartetto labronico formato da Stefano Santomauro, Michele Crestacci, Paolo Migone e Leonardo Fiaschi: risate o meglio, risate a crepapelle.

Il pubblico si è davvero divertito e il merito è della schiettezza, simpatia e di quel tocco di livornesità insita nell’animo dei quattro comici che hanno fatto dimenticare persino la lunga attesa (più di mezz’ora per permettere di far assistere allo spettacolo anche chi aveva acquistato l’abbonamento e stava ancora seguendo la performance precedente sulla danza).

Un quartetto insolito ma che ha funzionato a meraviglia sul palco dell’Arena in Fortezza Vecchia: prima si sono presentati tutti sul palco per una serie di sketch a raffica, passando dai temi che riguardano la nostra città (rotatorie e strisce blu), all’abito indossato da Fiaschi, ai calzini e alle scarpe di Migone; poi uno a uno sul palco, iniziando da Michele Crestacci che ha raccontato gli aneddoti presi dalla vita di tutti i giorni con i personaggi labronici, vere e proprie macchiette con cui tutti i livornesi prima o poi hanno a che fare.

Poi è stata la volta di Stefano Santomauro che ha scherzato sull’eterna avversione (fin troppo vera) di una fetta di livornesi verso i turisti che portano “un virus letale che si chiama lavoro” e su come si comportano gli italiani quando hanno il cellulare quasi scarico.

Leonardo Fiaschi ha regalato al pubblico alcune delle sue più divertenti imitazioni, da Massimiliano Allegri a Maurizio Costanzo immaginandosi come si sarebbe comportato il presentatore se si fosse trovato sul Titanic e avesse dovuto spiegare al comandate (imitazione di Carlo Conti) che il transatlantico stava per andare contro un iceberg, e poi ancora l’imitazione del cantante Mika, di Alfonso Signorini, l’incontro amoroso tra le voci registrate del casello autostradale e della stazione, e infine, addirittura si è sdoppiato in tre interpretando Nek, Pezzali e Renga con la canzone “Nessun rimpianto”. Il comico è anche sceso dal palco per scherzare con il pubblico ma nel farlo si è procurato una lieve slogatura alla caviglia destra, ma lo show deve andare avanti e Fiaschi ha comun questo concluso lo spettacolo senza alcun problema.

A chiudere lo show Paolo Migone con una piccola parte del suo spettacolo “Gli uomini vengono da Marte, le donne vengono da Venere”: caricatura dei comportamenti delle donne al primo appuntamento e dopo alcuni anni di convivenza.

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1 Comment

  1. Ho riso fino alle lacrime!
    Bravissimi tutti! Il meglio della comicità livornese e nazionale insieme sul palco assolutamente da ripetere!

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