Alessandro Ucini: “Io, ipovedente, faccio judo e non mollo mai”

Rosignanese, tenace e coraggioso, ha ricevuto ben 5 "Pegaso per lo Sport"

alessandro ucini
Alessandro Ucini a Camaiore
  • di Valeria Cappelletti:

ROSIGNANO – “Non mollare mai“, è questo il motto di Alessandro Ucini, una grande passione per il judo e tanta voglia di realizzare i suoi sogni. “Barcollo ma non mollo, inciampo, ma mi rialzo, piango ma poi mi asciugo le lacrime respiro a fondo alzo gli occhi al cielo e sorrido, pensando che dietro le nuvole ci sarà sempre il sole”. Decide di affidare a Facebook quella che è la sua filosofia di vita, rosignanese, 39 anni, dipendente comunale, Alessandro è ipovedente (ha cioè una capacità visiva ridotta), lui combatte ogni giorno non solo in gara, ma anche nella vita e lo fa sempre con il sorriso sulle labbra e con un’energia da fare invidia.

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Alessandro mostra il Pegaso per lo Sport 2018

Ha all’attivo moltissimi premi come judoka, tra cui ben 5 Pegaso per lo Sport, il riconoscimento che la Regione assegna agli atleti toscani che si sono distinti per le loro imprese sportive sui palcoscenici nazionali e internazionali, l’ultimo dei quali ricevuto ad aprile del 2018. Campione paralimpico italiano, ha ricevuto un importante riconoscimento dal Coni regionale in occasione della Giornata olimpica 2017 al Cus (Centro Universitario Sportivo) di Pisa. Inoltre è delegato dell’Unione Italia Ciechi per Livorno e provincia e si batte contro le barriere architettoniche.

Alessandro è l’esempio che tutti noi dovremmo seguire, un esempio di forza e di tenacia, di come possiamo superare le difficoltà della vita, anche quelle più dure e che ci sembrano insormontabili, e raggiungere i propri sogni, basta crederci.

Come è nata la tua passione per il judo? E quando hai cominciato?
Ho iniziato a 9-10 anni nel Judo Rosignano grazie a un amico di mia madre che era un istruttore, allora ero un bambino con problemi anche di deambulazione e un po’ irrequieto.

Sul tuo profilo Facebook ci sono molte frasi che parlano di coraggio e che spronano a non arrendersi, rappresentano un po’ il tuo stile di vita?
Sì, essendo ipovedente voglio far capire a tante persone, dai bambini agli anziani, che pur avendo un problema fisico non bisogna mollare mai e non abbattersi alla prima difficoltà sia nella vita che nello sport e poi ho sempre avuto un carattere tenace e coraggioso, del resto tante volte sono caduto ma mi son rialzato più forte di prima.

alessandro uciniLa tua condizione non ti ha fermato e sei diventato uno sportivo, cosa ti ha spronato ad andare avanti e a non mollare?
Fino hai 15 anni non mi rendevo conto della mia ipovedenza che comunque non è così grave, nonostante ciò mi accorgevo che avevo un problema e che non venivo trattato come tanti bimbi nel gareggiare o nell’allenarmi. Poi nel dicembre 2004 nel Csi (Centro Sportivo Italiano, n. d. r.) di Pisa ho iniziato a gareggiare grazie a un grande istruttore, sto parlando di Antonio Agostinelli che ancora oggi mi consiglia sugli allenamenti e sulle tecniche da usare. Gli sarò sempre tanto riconoscente per avermi dato la possibilità di farmi diventare un Atleta con la A maiuscola. Nel 2005 poi ho conosciuto l’istruttore Giuseppe Mariano che non mi ha mai mollato psicologicamente. Marino e Agostinelli mi hanno sempre motivato nella mia grande passione per questa bella arte. Da giugno 2016 son diventato cintura nera 1° dan Csi Fispic (Federazione Italiana Sport Paralimpici per ipovedenti e ciechi, n. d. r.), mentre nella Fijlkam (Federazione Italiana Judo Lotta Karate Arti Marziali, n. d. r.) sono sempre cintura marrone. Inoltre, da settembre 2017 gareggio tra tutti i Master Fijlkam e del 2018 sono riuscito a vincere due bronzi combattendo con un avversario Fijlkam. Vorrei anche ringraziare il mio preparatore-tecnico che tutt’ora mi allena Giuseppe Milazzo e la mia nuova società la Ren Shu Kan di Marina di Pietrasanta che da gennaio 2018 mi ha accolto con vero rispetto.

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La targa Coni Regionale

Hai ricevuto molti riconoscimenti nel judo, qual è quello più importante per te?
Nel Csi ho vinto gare provinciali e regionali alcune assolute e son anche riuscito a vincere un campionato Nazionale Assoluto nel 2006 a Chianciano Terme fra i cosiddetti normodotati, e nella Fispic finora ho vinto 5 campionati Italiani tra cui un Assoluto 2012 a Scampia, 5 Pegaso per lo sport, targhe e attestati vari dal mio Comune e dal Csi, ma il più importante oltre ai Pegaso è stata la Targa Coni Regionale data al Cus Pisa nel dicembre 2017. Inoltre il 24 maggio sarò premiato dal Panathlon Valdarno a San Miniato, si tratta di un riconoscimento che aspettavo da moltissimo tempo e che mette in luce il mio valore come sportivo e come judoka.

Progetti futuri?
Il mio obiettivo sarebbe partecipare alle Paralimpiadi o a gare internazionali paralimpiche. 

Qual è il tuo sogno nel cassetto?
Scrivere il mio nome nell’Albo D’oro nella Fijlkam. Inoltre essendo delegato dello sport dell’Uic (Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti, n. d. r.) di Livorno e provincia da un po’ di tempo vorrei andare nelle scuole perché i bambini e i ragazzi sono il futuro e vorrei che capissero che ci siamo anche noi non vedenti. Alla soglia dei 40 anni ne ho fatta di strada e ne farò molta altra finché riuscirò a garantire costanza e a divertirmi con altri miei compagni, perché lo sport è anche stare assieme, confrontarci e rispettarci con disciplina, molta umiltà e sacrificio.

 

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