Mondo Lipu. I picchi e la loro passione per il legno

Nel nostro Paese esistono nove specie

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Picchio verde. Foto: L. Sebastiani, www.birds.it.

Il nostro Paese è abitato da nove specie di picchi, sebbene i più comuni sono il Picchio verde Picus viridis che vive in boschi con radure e campagne alberate, ed il Picchio rosso maggiore Dendrocopos major che frequenta foreste sia di conifere che di latifoglie, così come i pioppeti. Entrambi nidificano anche nella vegetazione ripariale lungo i fiumi e nei parchi urbani con alberi maturi.

I buchi nel legno

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Infisso danneggiato da picchio. Foto Studio professionale di Reggio Emilia

I picchi scavano il legno per scopi alimentari, cercando gli invertebrati che vi sono annidati, ed in questo caso si tratta di piccoli fori in serie di circa 1 cm di diametro.

All’inizio della primavera i picchi, che hanno abitudini solitarie, percuotono i tronchi cavi col becco, “tambureggiando”: si tratta di un segnale territoriale. Nella stessa stagione viene scavata una ampia cavità, necessaria per covare le uova ed allevare i piccoli. Il foro di ingresso misura 5-6 cm e lo scavo può iniziare in autunno allo scopo di allestire un rifugio invernale.

Può capitare che i picchi perforino le parti in legno degli edifici, soprattutto quelli abitati saltuariamente e posti in zone rurali. Si tratta di persiane, infissi, travi, cappotti termici di pareti, ma anche pali ed altri manufatti in legno.

Come gestire i problemi

In tutti i casi in cui si deve risolvere un “problema di convivenza” con un animale selvatico, occorre far riferimento ad una strategia integrata di gestione, prevedendo una pluralità di azioni incluse quelle preventive e passive per proteggere la struttura in oggetto, quelle che agiscono come deterrente per allontanare in maniera incruenta l’ospite non gradito, ed infine altre che tendono ad attirarlo in contesti non problematici.

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Picchio rosso maggiore. Foto: Mario Barito

La prima categoria viene definita “esclusione” e prevede di montare reti antintrusione robuste a maglia di 1,9 cm e poste a circa 10 cm per impedire il contatto dei picchi con le strutture in legno.

Per quanto riguarda la gamma dei deterrenti, meglio partire con un sistema semplice ed economico, che in molti casi si è rivelato efficace: una “catenella” di 3-5 cd da computer da appendere vicino al punto danneggiato. In commercio si possono trovare anche sistemi più sofisticati, quali il ragno gigante che si muove e le apparecchiature acustiche.

Qualora i deterrenti non funzionassero occorre rimuoverli ed eventualmente posizionarli successivamente, perché l’assuefazione da parte degli uccelli è il limite principale di questi metodi.

Installando un nido artificiale a cassetta chiusa gigante si tende invece a realizzare un diversivo per attirare i picchi lontano dalle nostre strutture. Il diametro del foro di involo è di 5 cm per il Picchio rosso maggiore e di 6 cm per il Picchio verde, e vanno attaccati al tronco di un albero a 3-10 metri di altezza.

Cosa non fare

Si deve evitare di abbattere gli alberi maturi, perché in tal modo si privano i picchi dei tronchi necessari per alimentarsi e nidificare, e questo li può portare ad esplorare nuove situazioni. L’eliminazione diretta dei picchi non è da contemplare perché si tratta di specie protette dalla Legge nazionale 157/92, inoltre anche dal punto di vista strettamente tecnico non si risolverebbe il problema perché il territorio libero verrebbe occupato da altri individui.

LA SCHEDA. La scheda sui picchi si può scaricare qui.

A cura di Marco Dinetti, Responsabile nazionale Ecologia urbana Lipu.

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