Livorno quasi sconosciuta, lezione sulle ville di Monterotondo

Appuntamento martedì 15 maggio alle 16.30

ville livorno
Villa Rodocanacchi, per molto tempo è stata sede dell'Usl 6

LIVORNO – Villa Di Vestea, Villa Morazzana, Villa Dupoy, Villa Rodocanacchi e Maurogordato, salendo lungo via di Collinet, nella zona di Monterotondo, si scoprono edifici molto interessanti ma che sono difficili da ragginungere, non transitano più nuppure gli autobus da quella zona, e che i livornesi conoscono poco.

Proprio a questo è dedicato l’incontro “Livorno quasi sconosciuta: il territorio e le ville di Monterotondo” che si terrà domani, martedì 15 maggio, alle ore 16.30 al Circolo Masini, in piazza Manin, alla presenza di Roberta Gini che racconterà ai presenti il territorio collinare a sud-est della città di Livorno caratterizzato da un passato ricco di storia e da caratteristiche ambientali, naturalistiche straordinarie. A realizzare l’incontro l’Università della Terza Età.

Villa Di Vestea

Appartenuta nei primi dell’800 alla famiglia Chiappe, passò nel 1909 ai figli del pittore macchiaiolo Guglielmo Micheli. Subì una radicale ristrutturazione nel dopoguerra, mentre il suo parco conserva tutt’oggi l’affascinante aspetto originale: il ricco giardino strutturato a vari livelli, è scandito da un vialone centrale costellato di piante esotiche, palme e cedri del libano. Attualmente è di proprietà dell’Usl ed è l’unica delle cinque ville ad essere “abitata” e vissuta in quanto ospita il centro di salute mentale Basaglia ed il Parco di Arte Contemporanea (PAC 180).

Villa Morazzana

A cavallo tra Ottocento e Novecento visse il suo massimo splendore, con le feste e i ritrovi mondani organizzati dai famosi artisti di canto Gemma Bellincioni e Roberto Stagno, i primi interpreti della Cavalleria Rusticana di Mascagni. Dal 1977 l’intera proprietà è stata acquistata dal Comune di Livorno e ristrutturata cercando di recuperare l’aspetto di un tempo. È stata l’elegante sede dell’ostello della gioventù, ha ospitato convegni e mostre d’arte, poi è divenuta centro di accoglienza per i profughi provenienti dal nord-africa; oggi è chiusa in attesa di conoscere quale sarà la sua prossima destinazione.

Villa Maurogordato

Dal nome dell’ultima grande famiglia di ricchi borghesi di origine greca che la acquistò e ampliò a metà dell’800. È oggi di proprietà della Provincia di Livorno; la bellezza del suo glorioso passato la si può solo immaginare dalla presenza dei ruderi; la villa, il colonnato un tempo sormontato da rose e glicini, la splendida serra realizzata in ghisa e vetrate multicolori, il villino degli ospiti. Nel dopoguerra ha ospitato gli “sfollati” della città; acquistata dalla Provincia per farne il Museo di Storia naturale in virtù del bellissimo e ricco parco, è rimasta sempre in stato di totale abbandono, nonostante le molte proposte presentate nel tempo alle amministrazioni.

Villa Rodocanacchi

In fondo a via di Collinet, riconoscibile dal grande giardino ovale al suo ingresso, divenne centro d’attrazione e ritrovo dell’aristocrazia mondana a fine ‘800 grazie alla ricca famiglia di origine greca dei Rodocanacchi. Soffitti affrescati, sculture, raffinati lavori di erbanisteria, arazzi, mobili antichi, tele e maioliche ornavano la villa e il suo parco, vera e propria opera d’arte con la realizzazione dello splendido lago (i Rodocanacchi deviarono un fiume appositamente) con tanto di isoletta nel centro. Dopo la guerra la villa divenne il primo centro elioterapico toscano, alzata di un piano e riconvertita nel corso degli anni. Attualmente di proprietà dell’Azienda Sanitaria Locale, era stata inserita nella lista degli immobili da vendere all’asta per reperire i fondi per il “nuovo ospedale” della città. Lo splendido parco è stato chiuso da tempo al pubblico per la mancanza di un’adeguata manutenzione.

Villa Dupoy

Sul culmine del poggio di Monterotondo sorge la Villa fatta costruire dalla famiglia Dupoy di provenienza basca, trasferitasi a Livorno alla fine del ‘700; già proprietaria della più ricca e famosa Ville delle Rose, quando cadde in decadenza, la famiglia acquistò una proprietà di minor valore e costruì sulla cima del colle un fabbricato nei pressi di un antico mulino. Dopo vari passaggi di proprietà e dopo aver subito i bombardamenti nella seconda guerra mondiale, è attualmente l’unica delle cinque ville oggi di proprietà privata.

Tutta la collina di Monterotondo con i suoi parchi e le sue ville, ha le potenzialità per diventare un “polo” ambientale, turistico e culturale di importanza fondamentale per la città. È un patrimonio inestimabile che deve rimanere pubblico.

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