Toscana. Tra le rovine di Buriano il paese morto due volte

Oggetti lasciati dai proprietari ed edifici logori

buriano
Panorama di Buriano
  • di Patrizia Caporali:

TOSCANA – La Toscana, regione indiscutibilmente ricca di località incantevoli, vanta purtroppo anche lo spiacevole primato di possedere altrettanti luoghi un tempo bellissimi e oggi abbandonati. Tra questi, in provincia di Pisa, c’è un piccolo borgo ormai desolato e quanto mai misterioso.

È Buriano, un gioiello incastonato nelle verdi colline che vanno verso Volterra e noto anche come il paese morto due volte. Poche case coloniche, una piccola chiesa, un monumento ai caduti, un cimitero e un albergo: qui la vita si ferma a una ventina di anni fa, quando fallisce anche il secondo tentativo di rianimarlo.

Il 1997, infatti, registra gli ultimi segni di presenza umana e anche Buriano subisce la sorte di tati altri paesi che si spopolano, tanti ‘ghost town‘ spesso uguali nella desolazione, seppur diversi nelle motivazioni che ne hanno decretato la fine.

Qui la storia racconta qualcosa di veramente singolare, perché Buriano muore per ben due volte! Certo, se torniamo alle sue origini, capiamo che quell’isolamento geografico di grande importanza per la natura strategica e difensiva durante il medioevo, sarebbe diventato un problema con la modernità. In epoca recente, infatti, la popolazione, preferisce cercare altrove migliori condizioni di vita. E così Buriano muore una prima volta, gradualmente.

Ma nel 1986 un gruppo di imprenditori italiani tentano di rilanciare il borgo con la realizzazione di un albergo-agriturismo per offrire una vacanza di qualità e riposo nella quiete delle campagne toscane: per un certo periodo, Buriano trova una nuova vita.

Nel 1997 il complesso, acquistato da un imprenditore svizzero con l’intento di trasformarlo in una beauty-farm, si rivela un insuccesso, mille difficoltà burocratiche ne ostacolano la realizzazione ed è la morte definitiva. Il paese viene lasciato dagli ultimi residenti e anche da chi vi soggiornava abitualmente qualche giorno d’estate. Oggi il luogo, nonostante lo stato di abbandono e degrado, conserva tutto il fascino dell’antico borgo medievale.

La piccola strada sterrata sale fino al paesello: qui un grande cancello in ferro arrugginito e scardinato, la chiesetta, le abitazioni sopravvissute alle intemperie con tanti oggetti lasciati da quei proprietari che sembrano svaniti nel nulla, le architetture logorate dal tempo e violate dai vandali, i rampicanti che si insinuano nelle crepe, tanti angoli inquietanti e, in fondo alla piccola vallata, la villa del ricco barone che aveva acquistato Buriano. Tutto intorno un paesaggio stupendo, un silenzio assoluto e quell’atmosfera suggestiva che avvolge e pervade di malinconia.

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