Cacciucco Pride 2018. Per i ristoratori, come partecipare

Le domande entro e non oltre il 30 aprile

festival cesena

LIVORNO – È già in moto la macchina organizzativa del Cacciucco Pride edizione 2018, il festival dedicato al piatto simbolo della cucina labronica, che si terrà dal 15 al 17 giugno. I ristoratori che intendono aderire a questo evento, facendo così conoscere la qualità del loro cacciucco, devono compilare un’apposita domanda e consegnarla a Palazzo Comunale ( Ufficio Relazioni con il Pubblico) entro e non oltre il 30 aprile prossimo. Questo permetterà loro di essere pubblicizzati sui canali istituzionali predisposti allo scopo (sito web, canali social etc..) e di figurare pertanto tra i soggetti che concorrono alla realizzazione di questa importante manifestazione di promozione turistica della città.

Il modulo per la domanda di partecipazione è disponibile sul Portale del Turismo del Comune di Livorno qui e sul sito del Cacciucco Pride  qui. Una volta compilato, il modulo deve essere consegnato all’URP dal lunedì al venerdì (orario 9-13) il martedì e il giovedì anche di pomeriggio (orario 15.30-17.30).

Le condizioni per partecipare

La condizione richiesta per la partecipazione al Cacciucco Pride 2018 da parte dei ristoratori è che il cacciucco proposto, pur non essendo accompagnato dalla certificazione 5 C rilasciata dalla ProLoco Livorno, sia preparato  rispettando i seguenti parametri: pescato (pesci di scoglio e a tranci) preferibilmente locale, almeno italiano. Molluschi cefalopodi (polpi di scoglio, seppie, moscardini, totani) preferibilmente locale, almeno italiano. Raccomandato (non obbligatorio): cicale. Olio extravergine di oliva preferibilmente Toscana IGP o DOP, almeno italiano. Pane toscano. Aglio italiano. Pomodori freschi o pelati o passata italiani. Concentrato di pomodoro italiano e in abbinamento vino rosso Toscana IGT o DOC. I parametri richiesti rientrano nel contesto della strategia alimentare della città di Livorno ( Progetto Salute) volta favorire lo sviluppo del settore agroalimentare sostenibile e a chilometro zero.

A cura della redazione

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