Grazzano Visconti: un mondo incantato di profumi e colori

Si trova il teatro in cui Luchino Visconti da piccolo allestiva spettacoli

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Grazzano Visconti
  • di Patrizia Caporali:

PIACENZA – Atmosfera d’altri tempi, colori e profumi che trasportano in un’epoca che poi esattamente quella non è! Infatti Grazzano Visconti, in provincia di Piacenza, pur avendo origini in un passato molto remoto, altro non è che una perfetta ricostruzione, un incantevole esempio di villaggio neomedioevale.

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Il castello

Già nel 1300 qui viene testimoniata l’esistenza di un borgo che un secolo più tardi si arricchisce della costruzione di un castello a pianta quadrangolare con torri, due cilindriche e due quadrate, situate sui quattro angoli. Il maniero, teatro di diversi fatti d’armi nei secoli successivi, rimane proprietà dei nobili Anguissola fino alla fine dell’800, ma non è altro che un rudere in rovina quando il Duca Giuseppe Visconti decide di crearvi intorno una città ideale.

Siamo all’inizio del 1900, nasce l’industria e Visconti teme che l’esperienza degli artigiani che lavorano il ferro battuto e intagliano il legno vada persa per sempre e così costruisce questo villaggio, con scuola – laboratorio, per preservarla, per darne una continuità. E la sua idea non è poi così stravagante, poiché già esistevano progetti simili, a Torino con il Borgo del Valentino in stile medioevale, nato come padiglione per l’Esposizione Internazionale o a Crespi d’Adda in Lombardia, dove si crea un villaggio per gli operai della fabbrica vicina.

grazzano viscontiUn raffinato gusto scenografico, una grande ricercatezza nei particolari e nelle decorazioni che riportano alle architetture tipiche del medioevo ed è davvero difficile credere che qui prima non ci fosse quasi nulla. A Grazzano Visconti non c’è niente di ricostruito, perché niente è stato distrutto, prima c’erano solo vecchie stamberghe e alcune stalle mentre ora, passeggiando per le vie del borgo, sembra di essere tornati indietro nel tempo. Le case sono in parte ancora affrescate con gli stemmi viscontei e le imprese della famiglia, le finestre sono decorate con la terracotta a stampo, i camini hanno la forma bizzarra che fa pensare ai merli a coda di rondine dei castelli ghibellini.

E poi ci sono tutti gli edifici rappresentativi del villaggio ideale. C’è l’Oratorio delle Grazie, con la porta lignea raffigurante l’Annunciazione, c’è il Teatro dove un tempo si rappresentavano le opere scritte da Giuseppe Visconti e dove suo figlio, il famoso regista Luchino Visconti, da ragazzino allestiva gli spettacoli di burattini per le sorelle più piccole; c’è l’arco in rovina, il Palazzo dell’Istituzione con la torre dell’orologio, la Corte Vecchia e il Pozzo Visconteo, in pietra e marmo rosa con lo stemma dei Visconti. Una leggenda racconta che questo pozzo porta fortuna e sono talmente tanti i turisti che vi gettano una moneta esprimendo un desiderio, che ultimamente sono state recuperate monete provenienti da 43 nazioni diverse.

grazzano viscontiNaturalmente l’edificio più importante rimane il Castello che, essendo proprietà privata, non è visitabile ma, come tutti i castelli che si rispettino, è abitato dal fantasma di Aloisa, moglie di un capitano di milizia, morta di dolore e gelosia dopo il tradimento del marito e considerata la protettrice degli innamorati non corrisposti. Intorno al castello un parco immenso, un misto di giardino all’italiana con prato all’inglese, dove è possibile ammirare alberi secolari, statue, viali e fontane, oltre a un bellissimo labirinto e alla casetta dei giochi delle figlie del Duca.

Grazzano Visconti trasmette tutto il fascino di un borgo medievale con le piccole strade senza auto, i muri in mattoni, gli intonachi antichi e i caratteristici negozietti che espongono oggetti di arredo in ferro battuto e altri manufatti.
Un mondo incantato quasi fiabesco che attrae e trasporta in una realtà lontana dalle frenesie della quotidianità.

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