Santa Fiora, il paese dell’acqua

Situato sul versante meridionale del Monte Amiata

SANTA FIORA – Citato da Dante Alighieri nel VI canto del Purgatorio, il borgo di Santa Fiora vanta un passato illustre e diverso da quello degli altri centri amiatini, perché fu il più importante possedimento degli Aldobrandeschi sulla montagna, resistendo ai numerosi tentativi di conquista da parte dei Senesi. Una storia significativa che ha lasciato testimonianze importanti in un incantevole contesto naturale ricco di boschi e di acque.

Situato sul versante meridionale del Monte Amiata, Santa Fiorail paese dell’acqua, si innalza su un colle ed è diviso in tre quartieri o più precisamente terzieri, digradanti in successione dai castagneti alle sorgenti del fiume Fiora: il Castelloil Borgo e il Montecatino

Il terziere di Castello è la zona più antica del paese, con la torre dell’orologio e la Rocca Medioevale, mentre nel Borgodove un tempo abitava il ceto medio costituito da artigiani e commercianti, troviamo la Chiesa di Sant’Agostino e il Convento delle Cappuccine, chiuso ormai dal 1991; ma il più suggestivo rimane Montecatino, caratterizzato dalla Peschiera che raccoglie le acque gelate del Fiora, scaturite in mezzo al verde dei castagni, e custodisce un parco-giardino rinascimentale con pini, cipressi, tigli, magnolie e cedri del Libano.

Dapprima vivaio di trote, poi ristrutturato nel 1851 dagli Sforza, vede le sue acque limpide defluire in una vasca, un tempo utilizzata come abbeveratoio per gli animali o come lavatoio pubblico, e oggi decorata con una bella scultura raffigurante due delfini con il tridente.

Qui vicino, sopra le sorgenti del fiume Fiora sorge la Chiesa della Madonna delle Nevi, nelle cui acque, visibili sotto il pavimento in vetro, in passato venivano immerse le fedi nuziali durante i riti matrimoniali. Il nome della chiesa è fantasiosamente legato alla leggenda di una nevicata estiva, quando l’immagine della Madonna venne portata via dalla sua edicola e sembra sia tornata al suo posto da sola, lasciando le impronte sulla neve.

Oggi Santa Fiora è davvero un’importante meta turistica del Monte Amiata, anche perché tra tutti i comuni della provincia di Grosseto, è quello che più ha mantenuto tante usanze e tradizioni, che si avvicendano nel corso dell’anno. Qui dai Canti di questua della Befana, al Carnevale morto, ai riti di primavera, alla processione patronale delle sante Flora e Lucilla, alla fiaccolata notturna del 30 dicembre, tutto è un’occasione per rivivere festosamente le testimonianze di uno straordinario passato.

La natura, il rigoglio della vegetazione, il profumo dei fiori, l’armonioso silenzio interrotto solo dal rumore dell’acqua creano un’atmosfera piacevole e distensiva e aggiungono una nota di magia a un borgo tra i più caratteristici del nostro Paese.

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