Il ricordo di Ilse Weber al Teatro Goldoni: la vera memoria è ascoltare

Tanti gli studenti che hanno preso parte all'evento di stamani

Un momento del dibattito. Da sx: l'autrice Rita Baldoni e la professoressa Bruno
  • di Lorenzo Cioni, Alberto Andolfi e Giulio Bartalucci:

LIVORNO  –  Oggi, 22 febbraio, al teatro Goldoni, si è tenuto un grande incontro con la professoressa Rita Baldoni (autrice del libro”Ilse Weber l’ultimo Lied” e la professoressa Silvia Guetta (docente di didattica della Shoah).

Un momento dell’esibizione degli studenti

L’incontro è stato ricco di partecipazione, sia da parte della cittadinanza e delle forze dell’ordine sia da parte delle scuole (presenti in platea classi di scuole medie, del liceo Niccolini Palli e del liceo scientifico Enriques. “La vera memoria è ascoltare, avere sinergia, è ricordare la voglia di vivere“, con queste parole la professoressa Bruno, docente dell’Istituto Palli, alle ore 10 dà inizio l’incontro: i ragazzi del liceo musicale eseguono delle poesie di Ilse, accompagnati dal suono malinconico di una chitarra, per risvegliare nella platea la memoria di quella sofferenza che Ilse Weber ha provato nel capo di Theresienstadt.

Interviene poi la professoressa Baldoni che spiega il suo libro e parla di Ilse. Ilse nasce nel 1903, ha una grande passione: la scrittura. Questa grande passione la porta a iscriversi ad una rivista dove conosce quella che sarà la sua migliore amica. Poi però “il veleno” dell’antisemitismo inizia a fare capolino: è costretta a trasferirsi a Praga e poi è deportata nel campo (o ghetto) di Theresienstadt. Il marito viene deportato ad Auschwitz e il figlio maggiore caricato su un treno. La donna inizia a comporre le sue poesie.

Aiutare i bambini e coloro che soffrivano era quella speranza, quel balsamo che sostiene dalla malattia” cosi la professoressa Baldoni conclude la storia di Ilse: la donna infatti per non distaccarsi dai bambini che amava andò con loro nelle docce dei nazisti intonando “L’ultimo Leid” (leid in tedesco significa canto).

L’intervento della professoressa Guetta amplifica il concetto di memoria . La memoria non è solo il ricordo ma anche il trasporto di emozioni. La giornata si conclude con la marcia trionfale, una canzone che i bambini cantavano durante le marce forzate.

Ilse è una parte di me, ho imparato molto da questa esperienza” afferma Rita Baldoni: ognuna delle persone presenti all’incontro quest’oggi si è sentita parte di qualcosa di più grande, si è sentita vittima come Ilse ma anche un vincitore: solo con la memoria l’essere umano potrà finalmente convivere in pace. Solo ricordando e evitando quel “veleno” che ha ucciso milioni di persone l’uomo potrà dirsi “animale razionale”: l’incontro di oggi avrà lasciato nei cuori di ha ascoltato un segno indelebile, segno che Ilse Weber con le sue poesie vive ancora e porta le veci di un mondo nuovo, libero da odio razziale e da guerre. Per concludere una frase, detta da persone che come Ilse morirono a causa dell’odio tra razze “Quelli che non ricordano il passato sono condannati a ripeterlo“: una frase che fa tremare, e che a pieno spiega il significato di memoria. Solo ricordando l’uomo sarà dunque libero dall’odio.

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