“Mamma mia!” che spettacolo: il musical arriva al Goldoni

Intervista a Sabrina Marciano nel ruolo che fu di Meryl Streep nel film

Mamma mia!
Sabrina Marciano è Donna in Mamma mia! Foto: Gianluca Saragò
  • di Valeria Cappelletti:

Pedane girevoli, cascate di buganvillea, un pontile sospeso e 11mila litri di acqua è la scenografia di uno degli spettacoli più attesi del momento, un musical che arriverà anche a Livorno, sold out, il 30 e il 31 gennaio al Teatro Goldoni (ore 21). Stiamo parlando di “Mamma Mia!”, regia e adattamento di Massimo Romeo Piparo.

Mamma mia!
Ward, Muniz e Conticini. Foto: Antonio Agostini

Sul palco 30 artisti tra i quali spicca il trio composto da Luca Ward, Sergio Muniz e Paolo Conticini che affiancano Sabrina Marciano nel ruolo di Donna Sheridan (nel film interpretata da Meryl Streep) ed Eleonora Facchini in quello di Sofia (interpretata da Amanda Seyfried); con loro Jacopo Sarno nel ruolo di Sky, il futuro sposo di Sofia, Laura Di Mauro ed Elisabetta Tulli (Tanya e Rosie), le due amiche di Donna.

“Mamma mia!” racconta la storia di Donna che ha cresciuto da sola la figlia Sofia, prossima al matrimonio. La ragazza però vuole conoscere il padre e invita alla cerimonia i tre uomini, tra i quali, secondo quanto scritto in un diario dalla madre, si cela suo padre. Abbiamo intervistato l’attrice Sabrina Marciano che ci ha raccontato alcuni aspetti del musical.

Mamma mia!
Foto: Antonio Agostini

Una scenografia spettacolare, attori importanti, le musiche degli Abba, insomma “Mamma Mia!” è un successo.
Stiamo riscuotendo molto consenso ovunque andiamo, siamo molto felici di questo. Lo spettacolo è impostato benissimo dal nostro regista Massimo Romeo Piparo, ma naturalmente non ci aspettavamo questo boom e riscontro di pubblico. La cosa più bella è che capita ovunque andiamo al Nord come al Sud, nelle piccole e nelle grandi città, per come è stata allestita la scenografia, per il tipo di cast, per l’amalgama che c’è tra tutti noi artisti sul palco.

E “Mamma mia!” fa tutto esaurito
Sì, quasi dappertutto, sold out a Udine, a Genova per una settimana intera. Vedere tutto questo ci fa molto piacere anche perché siamo in un periodo in cui il teatro in Italia non sta andando molto bene per cui questo è positivo non solo per noi, ma per il teatro in generale, per tutti gli artisti, che capiscono che si può investire di più e si ha più coraggio.

Mamma mia!
Tulli, Marciano, Di Mauro. Foto: Antonio Agostini

Cosa rende questo musical così amato dal pubblico?
La scenografia riveste un ruolo molto importante, sono presenti tecnologie notevoli come pedane e ponti girevoli, c’è un’orchestra che suona dal vivo (diretta dal Maestro Emanuele Friello, n.d.r.). Lo spettacolo poi è molto conosciuto, accattivante, le musiche degli Abba hanno una grandissima forza, sono strepitose, hanno successo da sempre e a tutte le età, vedo bambini e bambine di 6 anni, signore di 60-70 anni che cantano, la partecipazione è totale. Anche la storia e la simpatia dei personaggi danno forza al musical: Donna interpretata da me, Sofia da Eleonora Facchini, e le amiche Laura Di Mauro ed Elisabetta Tulli, tutti personaggi diversi. Questo è uno spettacolo al femminile, per le donne, con le donne, in cui il pubblico si ritrova. E poi naturalmente anche la bravura e la bellezza dei nostri tre uomini Luca Conticini, Sergio Muniz e Luca Ward. Il successo di questo spettacolo dipende dall’unione di tutte queste cose.

Mamma mia!
Foto: Antonio Agostini

Sul palco si canta e si balla, ma questo succede anche tra il pubblico
Sì, alla fine dello spettacolo, c’è un’appendice di un quarto d’ora in lingua originale, che diventa un concertone per noi e per il pubblico, durante il quale gli spettatori cantano, si scatenano. Perché le canzoni degli Abba sono tutte in italiano, traduzioni e adattamento affidate a Massimo Romeo Piparo. Le canzoni raccontano sempre qualcosa, che siano le emozioni dei personaggi, i loro pensieri, quindi se non si capisce cosa un personaggio sta dicendo non si riesce a percepirne le sensazioni, con la traduzione in italiano invece il pubblico vive proprio le emozioni del protagonista. Mi scrivono persone anche dopo settimane dalla fine dello spettacolo per dirmi che hanno ancora la sensazione della positività e dell’allegria lasciata dal musical, lascia il cuore molto più leggero e di questi tempi non è cosa da poco.

Lei interpreta il personaggio di Donna, nel film affidato a Meryl Streep, come si è preparata?
Ho guardato il film molte volte, ho seguito ciò che diceva il regista, ho letto e studiato e poi la fortuna di fare teatro è che hai il tempo di entrare maggiormente nel carattere di un personaggio perché avendo la possibilità di interpretarlo molte volte ti permette di pensare, di individuare altre sfumature e quindi di arricchirlo volta per volta.

Mamma mia!
Eleonora Facchini e Sabrina Marciano. Foto: Gianluca Saragò

Che personaggio è Donna?
È molto forte nonostante le difficoltà di crescere una figlia da sola a 20 anni e nonostante l’abbandono da parte dei genitori. Ha dovuto rimboccarsi le maniche nella difficoltà di non riuscire a vedere un futuro. Ha trovato la forza nella solitudine e come tante donne, ecco perché molte ci si ritrovano, è riuscita a tirare su una locanda, che magari poi cade a pezzi e ha la porta che non si chiude, ma poco importa, l’importante è che ce l’abbia fatta; anche se con questa piccola macchiolina di non sapere chi sia il padre, per cui la figlia giustamente ha necessità di conoscerlo perché vuole capire da dove viene. Una donna che si è indurita a causa di tutto questo, ma che ha un lato molto, molto, morbido perché per venti anni è rimasta innamorata dello stesso uomo, che poi ritorna facendole crollare il suo castello di sicurezze e la rimette in gioco evidenziando la grande fragilità. Donna è come un guscio di noce, all’esterno è molto dura ma all’interno ha un grande cuore.

Il tema centrale dello spettacolo è l’amore
Sì sotto vari punti di vista, quello per una figlia, per la propria indipendenza, il fatto di riuscire a stare da sola senza appoggiarsi a qualcuno e quindi l’amore per se stessi. L’amore per le amiche perché Tanya e Rosie arrivano sull’isola anche a sostenere Donna, l’amore per la musica perché tutte e tre sono state cantanti e lavoravano nei locali con il nome di Dynamos, l’amore per il proprio uomo e infine l’amore per l’allegria.

© Vietata la riproduzione

Lascia un commento

La tua email non verrà pubblicata. I campi con asterisco sono obbligatori


*