Montemerano: il piccolo borgo a forma di cuore

Accoccolato sulle dolci colline toscane

Piazza del Castello

GROSSETO – Impossibile non innamorarsi di Montemerano, il piccolo borgo dalla caratteristica pianta a forma di cuore, accoccolato sulle dolci colline toscane. Un gioiello che brilla per la sua singolare bellezza. A soli 6 km dalle Terme di Saturnia, sembra davvero una gemma antica incastonata nel paesaggio maremmano, tra scorci pittoreschi e un silenzio che racconta la storia di epoche passate con testimonianze di forte intensità. Da qui lo sguardo abbraccia un panorama incantevole che va dal Monte Amiata al mare Tirreno, accarezzando le colline del Fiora, la valle dell’Albegna, fino ai contorni dell’Isola del Giglio ed è facile rimanere affascinati da una campagna che ha tutte le caratteristiche di un giardino rinascimentale.

            La piantina a forma di cuore

Passeggiare a Montemerano diventa vivere in un’atmosfera suggestiva che sembra allontanarci dal presente per riportarci alle sue origini, quando il paese fu costruito intorno all’anno Mille per volontà degli Aldobrandeschi di Santa Fiora, possesso quindi dei Baschi di Orvieto, poi senese e infine del Granducato di Toscana, sotto cui conobbe uno dei momenti di maggiore sviluppo. Protetto da tre cinte murarie di epoche diverse, conserva inalterato l’aspetto medievale. La rocca, i vicoli stretti pavimentati che si aprono sulle piazzette come quelle dell’Antico Frantoio, di San Martino, del Ritiro e la scenografica Piazza del Castello, con l’elegante sequenza di edifici in pietra con loggette ad archi, terrazze e finestre fiorite, in un gioco di linee e volumi create dai tetti di differente livello.

          Madonna della Gattaiola

Piccola e bellissima è la Chiesa di San Giorgio, capolavoro di arte romanica che custodisce un’eccezionale collezione di opere d’arte rinascimentali e dove è possibile ammirare la celebre Madonna della Gattaiola, dipinta intorno al 1450, da un artista soprannominato il Maestro di Montemerano. Intorno a questa opera, che conserva un foro circolare nella parte inferiore destra, la leggenda stuzzica la curiosità raccontando di un parroco che avrebbe usato la tavola come una vera e propria porta di casa e ne avrebbe praticato l’apertura (visibile nella foto a lato) semplicemente per permettere il passaggio dei gatti. Più tardi la porta fu recuperata come arredo per la chiesa, ma il buco è rimasto lì a ricordare un uso ben più pratico che il dipinto ebbe per tanto tempo.

Così, dopo aver nutrito lo spirito con tanto splendore artistico, non mancherà l’occasione per soddisfare anche il piacere del gusto, perché Montemerano conquista i suoi visitatori con tante prelibatezze e prodotti di eccellenza, come zuppe, sughi, verdure, carni deliziose e un olio straordinario. Dall’acquacotta, alla scottiglia, alla padellata di cacciagione, fino ai tipici tortelli, conditi con ragù di carne, squisiti anche nella versione dolce, dove zucchero e cannella sostituiscono il sale; tutto è un trionfo di sapori reinterpretati secondo l’invitante tradizione maremmana. Un luogo di sobria eleganza dal quale diventa difficile allontanarsi, perché si respira pace e tranquillità in un’atmosfera magica, che fa dimenticare il tempo e fa vivere in una dimensione qualitativamente migliore. Montemerano non è soltanto uno dei Borghi più belli d’Italia, Montemerano cattura e rimane nel cuore.

Patrizia Caporali

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1 Comment

  1. Buongiorno,

    altre informazioni su san Giorgio Le potete trovare nel libro “Benedetta Maremma. Storia dei santi della bassa Toscana” edito dalla Sarnus.

    Cordiali saluti

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